DIARIO DI BORDO – Ostia, quella “Via Crucis di bambini”. Il 19 luglio il ricordo di Simeone Nardacci

05/07/2023 – Sarà che la storia ‘cristiana’ di Ostia e del suo territorio è iniziata con il sangue innocente sparso dalla povera giovane Aurea; sarà che qui, a Idroscalo di Ostia ha abitato Santa Madre Teresa di Calcutta per venire a Roma dal Papa, costituendo una casa per madri e bimbi sole; sarà che sulla spiaggia un angelo si presentò a sant’Agostino parlandogli dei misteri di quel Dio Uno e Trino; sarà che una cittadina, che tale vuole edificarsi, ricerca il senso dei suoi eroi e dei martiri nello Spirito di quotidianità e prossimità; sarà forse che Dante stesso pose al termine del lido, alla foce del Tevere, la porta del ‘purgatorio’, di chi non va nell’Oltre, sarà infine che lo stesso Papa Francesco è voluto venire qui a Ostia per ricordarci quei ‘tabernacoli abbandonati’… 

Forse saranno tutte, forse sarà nessuna di queste cose, sta di fatto che Ostia – quella vera, quella di chi la ‘abita’ e non di chi vi ‘recita la sua parte in commedia’ o dei cosiddetti ‘fagottari’ – non vuole, non riesce a dimenticare tutto quel sangue innocente caduto senza un apparente perché.

Oggi è Manuel, ma ieri è stato Riccardo, Mattia, Federico, Simeone, José… E neanche sarebbero tutti.

Manuel ucciso dal giovane youtuber, Riccardo Pica morto di paura rincorso da un vagabondo in un parco abbandonato, Mattia Roperto falciato sulla strada, Federico Tedeschi trovato morto nel mistero, Simeone Nardacci violentato preso a badilate e sotterrato ancora vivo, Josè Garramon rapito e schiacciato sotto un furgone…

Questi sono solo alcuni dei pochi ‘bambini crocifissi’ sul nostro Territorio.

In questi giorni si è compiuto il memorial di Riccardo che proprio nei giorni passati ha compiuto, in Cielo, 18 anni. A stringersi intorno a lui Daniela, Antonio e Fabio abbracciati da cittadini e rappresentanti di associazioni. Riccardo è volato in Cielo ai margini del Parco della Madonnetta.

Il 19 Luglio su “Ostia” si farà memoria del piccolo Simeone dandosi appuntamento alle 19.30 presso l’incrocio di Via Capo delle Colonne e Viale dei Promontori e per poi recarsi, come ogni anno, al memoriale La Vela e ascoltare la riflessione al Vangelo.

Da un pò di anni anche un gruppo di bambini e i loro educatori (TeatrAzione) hanno adottato questo spazio di pineta e lo curano e custodiscono così che si compisse quel desiderio profondo di vedere un luogo di morte trasformato in luogo di vita.

Croce e Resurrezione; il messaggio cristiano vuole inculturarsi nei cuori dei cittadini di Ostia per combattere un nemico antico; non dimenticare, non far nascondere, le vittime di un male “invisibile” che colpisce e si rintana, quasi sempre, anche nelle paludi lidensi, nelle sabbie mobili di una città non città, quartiere non quartiere, borgata non borgata etc Un luogo tenuto indefinito forse anche per commettere l’indefinibile.

Per questo la misura è sempre più colma.

Si perché, questo male ha dei complici, dei collusi. Sono quelli che cercano di cancellare il sangue di questi ‘martiri’;

come quel politico assessore che disse candidamente “la storia di S. deve essere dimenticata perché Ostia deve essere la città del divertimento e dello svago”;

come quelli che seppure non dicendo così ne fanno i fatti delegando a Ostia un luogo senza alcuna possibilità di responsabilizzazione della cittadinanza attiva, di fatto mantenendola ad uso e consumo dei potentati;

come l’attesa, ormai di 15 anni, per un’intitolazione di una piazza in memoria del piccolo e quella per l’intitolazione del fantomatico centro aggregazione per il bambino di Infernetto;

come quei politici che intitolano invece, in quattro e quattr’otto, piazzette e vie, sconosciute agli abitanti, (… giardino “vittime nova scozia”?!) o sulla scia di consensi ideologici e slogan;

come “quelli che tacciono” sulle questioni, comprati dal silenzio per ricevere progettualità pubbliche o piazze di mercato, a scapito di non rompere il politically correct e la cordata elettorale;

come quelli che usano le morti e i temi nel momento del dramma per intestarsi tornaconti personali salvo poi dimenticarsene poco dopo il raggiungimento dello scopo egoico;

come quelli vogliono un Territorio ‘Thruman Show’ teatro e teatrini irreali di finctions, pubblicità, kermesse da esportare;

come quelli che si ammantano dell’antimafia o del lavoro nella periferia per fare carriere veloci o rivecere titoloni;

come quelli che si dicono cristiani ma del loro Prossimo proprio non ne vogliono sapere perché in fondo non ‘conta’, mentre a Roma…

La lista potrebbe essere lunga. Potrebbe essere anche circostanziata nel caso dei primi due punti almeno; abbiamo infatti documenti, filmati, di chi si batteva il petto e si strappava le vesti raggiunto da una consapevolezza che era evidentemente solo ‘pre-elettorale’…

Sia chiaro: chi scrive non accusa nessuno seppure esprima un giudizio. La battaglia che si conduce non è contro nessuna persona, ma di tipo spirituale. Si vuole infatti fare breccia nel Cuore e avviare un percorso di conversione in merito a questi fatti. Si combatte un nemico etereo, lo si stana continuamente dall’oblio lancia in resta.

Si perché tra i collusi e i complici di questa ‘neo malaria lidense’al grado maggiore nella scala politica, sociale e culturale locale e non, corrisponde una maggiore responsabilità di fronte agli uomini, dai quali possono fuggire, e di fronte a Dio che invece li cerca e li attende.

Tuttavia Dio Padre non desidera punire ma cambiare i Cuori ed elargire la giustizia e la Pace.

E’ per questo che da Ostia e dal suo Territorio dovrà nascere nuova Vita; una nuova seconda bonifica – e questa volta politica sociale culturale – certo non riuscirà a cancellare il male fatto, ma contribuirà a far sì che non si riusciràa nascondere, insabbiare. Questa Via Crucis di “bambini crocifissi” segnerà gli step, i passi, i luoghi, le date, di un cambiamento profondo che loro stessi sembrano concederci, perché la loro vita non sia terminata, su questa terra, invano.

Questo avverrà; speriamo di essere testimoni.

Intanto è partito un progetto davvero dal Cielo e portato avanti dalla Chiesa di Roma, ma aperto ai cristiani tutti, anche a laici e a chiunque se ne senta chiamato; è l’opera di Padre Cosmo Scardigno che alla chiesetta dei pescatori (via delle quinqueremi in Ostia Lido) riunisce i genitori dei figli in Cielo “che raccontano – riporta la giornalista Costanza Signorelli – come dalla morte terrena dei loro figli sia nata la certezza di una Vita eterna e un Paradiso da cui i loro figli si fanno oggi presenti. Il dolore non è cancellato, ma proprio in quel dolore, e attraverso dei volti di carne, si fa viva una Presenza che non ti abbandona mai. “È la Chiesa di Cristo – conclude Padre Cosmo – che vive e si rigenera e si santifica grazie ai suoi martiri, presenti in ogni tempo, oggi più che mai.”

Sdt

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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