Sinistra Italiana: “Scarsa trasparenza nel Municipio X. I dati raccolti dalla Centrale Operativa della Solidarietà da chi sono gestiti e con quale profilo normativo?”


9/4/2020 – “Lo sgradevole utilizzo mediatico delle situazioni di povertà fa autenticamente schifo e dovrebbe essere assolutamente censurato dalle Istituzioni soprattutto quando vengono addirittura utilizzate immagini di minori. Troviamo immorale e lesivo della dignità delle persone lo spettacolo fornito da chi in queste ore ha deciso di realizzare book fotografici e video durante le operazioni di solidarietà, soprattutto quando le “guest star” sono Consiglieri eletti nelle Istituzioni”. A dirlo è Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio. “Al netto di questa “ostentazione” della solidarietà, criticabile sotto il profilo etico e morale, ci sono altri comportamenti che meritano attenzioni più tecnico/giuridiche. Da qualche giorno il Consigliere Comunale Paolo Ferrara sta pubblicando urbi et orbi mail e numeri di cellulare a cui rivolgersi per chiedere aiuti materiali e sostegno. Non sfugge che l’indirizzo mail promosso non è un indirizzo istituzionale ed inoltre nulla sappiamo sul numero di cellulare che compare sui post pubblicati. Come mai non si utilizzano i canali istituzionali? Vogliamo chiarezza assoluta perché le normative vigenti non  sono state “sospese” e devono essere rispettate da tutti, Consiglieri Comunali compresi. Non vorremmo mai che i dati raccolti in queste ore, attraverso ad esempio mail non istituzionali, siano utilizzati successivamente per fini meno nobili, osiamo dire “più bassi”. Ci vuole chiarezza e rispetto del diritto. Le mail a cui inviare richieste, così come le utenze telefoniche a cui rivolgersi, devono essere Istituzionali, devono essere recapiti certificati e gestiti da figure istituzionali responsabili nella gestione dei dati. Non ci vuole molto ad aprire un account mail istituzionale per l’emergenza, così come non ci vuole molto ad attivare un numero verde o una sim Istituzionale visto che, a quanto pare, c’è anche un numero importante di addetti agli organismi istituzionali quindi la possibilità di avere personale a disposizione per queste attività. Invieremo un documento in Municipio per chiedere spiegazioni a riguardo e, nelle prossime ore, anche una diffida a non utilizzare per altri scopi o fini diversi dalle motivazioni di origine i dati raccolti in queste ore attraverso mail e utenze telefoniche non istituzionali. Siamo venuti a conoscenza, leggendo un articolo apparso su un noto quotidiano locale, – conclude Possanzini – che la società incaricata dal Comune di Roma di stampare i “buoni spesa” si trattiene un equivalente di quasi il 16% del valore nominativo del buono stesso. Una cosa a dir poco indegna. Anche su questo tema presenteremo nelle prossime ore un documento in Campidoglio. Non si può lucrare sulla povertà, in nessun modo possibile”.

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