Covid-19, Cisl polizia locale: “Effettuare gli screening prima dell’estate”


30/4/2020 – “Abbiamo ricevuto, nella data del 29 aprile, risposta formale da parte del dirigente della UO X Mare della polizia locale Dott. Stangoni alle nostre ultime diffide redatte a tutela della salute e della sicurezza del personale operante da tempo coinvolto in prima linea nei controlli per il contrasto alla diffusione del Covid-19“. A dirlo sono Raffaele Paciocca RSU CISL FP e Andrea Venanzoni Dirigente CISL FP.
“Diamo merito al Dottor Stangoni di aver agito in un quadro emergenziale cercando di contemperare salute dei lavoratori e necessità di portare avanti il controllo del territorio, apprezzando soprattutto la decisione di far sottoporre a indagine epidemiologica decine di colleghi dopo il noto caso di positività riscontrato al Comando.
D’altronde in termini di normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro il soggetto giuridicamente responsabile è il comandante generale, qualificato come “datore di lavoro”.
Siamo certi che lo screening sanitario sul personale sarà effettuato sulla totalità degli appartenenti del Corpo, posto che il rischio contagio riguarda tanto personale interno quanto esterno, e in tempi velocissimi, vincendo qualunque potenziale impedimento di matrice burocratica. Non può sfuggire infatti – proseguono – come con l’approssimarsi della bella stagione, la festività del primo maggio e l’attesa che la popolazione nutre per l’oggettivo allentamento delle misure di contenimento a partire dal 4 maggio le strade vadano già ora riaffollandosi. Ne consegue l’urgenza di effettuare detto screening al fine di dare contezza, al personale e alla cittadinanza tutta, di piena integrità sanitaria, visto il surplus di attività di vigilanza e controllo in questa delicatissima fase. La salute delle donne e degli uomini della polizia locale, autentici presidi contro la diffusione del virus, in questo frangente storico incarna a tutti gli effetti salute pubblica e come tale deve essere trattata, tutelata e conservata. Ci auguriamo infine – concludono – che il nostro lavoro giuridico e mediatico di sensibilizzazione venga valutato per ciò che esso è: invito alla piena tutela, certo, ma anche riflessione sulla importanza istituzionale di personale troppo spesso negletto nelle sue specificità e nella sua rilevanza per la pacifica convivenza civile”.

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