ABBIAMO RICEVUTO – “PUA, In piena emergenza sanitaria, per il Campidoglio si può procedere tranquillamente evitando il confronto con i cittadini”


26/3/2020 – Per il Campidoglio, nonostante la piena emergenza sanitaria che sta sconvolgendo il pianeta, una delle priorità “non rimandabili” è quella di portare a casa quanto prima il voto sulla proposta di PUA. Un’operazione incomprensibile, totalmente fuori sintonia rispetto al dramma che sta vivendo il paese intero, che ha una sola finalità e cioè quella di cogliere l’attimo per approvare il PUA senza ostacoli, senza confronto con cittadini, associazioni e comitati, senza dover rispondere a nessuna legittima domanda, senza dover prendere in esame possibili emendamenti nati proprio dal confronto con queste realtà. Questa modalità adottata dal Campidoglio, assunta direttamente dalla modalità municipale di procedere all’approvazione non vincolante della proposta di PUA, annulla di fatto ogni forma di partecipazione democratica. Le Commissioni, per regolamento e non per capriccio, sono aperte a tutti i cittadini che possono quindi partecipare ai lavori esprimendo dubbi, punti di vista, proposte. La Commissione capitolina che si è svolta pochi giorni fa, convocata in fretta e furia a ridosso del voto Municipale, visto il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di prevenzione del contagio da covid-19 che di fatto impediva ai cittadini di poter partecipare fisicamente ai lavori, non prevedeva nemmeno la possibilità di partecipare attraverso l’uso della videoconferenza e quindi è stato di fatto, sistematicamente e volontariamente, impedito ai cittadini, alle associazioni e ai comitati di poter partecipare ed intervenire. Fra l’altro questo atteggiamento di repulsione nei confronti di una discussione pubblica sul PUA è in netto contrasto con lo spirito della delibera 57 del 2006, nata proprio dalla necessita di promuovere la partecipazione dei cittadini rispetto alle grandi trasformazioni della città. Tutto questo è molto preoccupante, questo atteggiamento sordo cieco e muto di chi dovrebbe garantire il rispetto dei diritti dei cittadini anziché calpestarli, lascia pensar male, molto male. Con il PUA si privatizzerà di fatto tutto il mare di Roma e per iniziare a familiarizzare con questo concetto non c’è niente di più coerente che escludere dalla discussione pubblica i proprietari del mare e delle spiagge, i cittadini. Il PUA non può essere approvato con questa modalità escludente, la discussione deve tornare ad essere pubblica, deve coinvolgere tutti e tutte affinché la redazione del PUA stesso tenga conto delle legittime istanze e le proposte dei cittadini. Chiediamo un impegno a tutta l’assemblea capitolina, fermiamo l’iter sul PUA e riprendiamo la discussione al termine dell’emergenza sanitaria organizzando assemblee pubbliche e tavoli partecipati. Lasciamo che siano i cittadini, i veri proprietari del mare e delle spiagge, a decidere come dovrà essere il litorale romano nel futuro.

Comitato MareXtutti

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