Mortali di Acilia e Ostia, Cisl FP: “Ufficio infortunistica al limite del collasso”


29/9/2019 – “Una tragica mattinata rosso sangue sulle strade di Ostia ci porta ad una doverosa e seria riflessione sulla sicurezza stradale e sulle condizioni in cui il X Gruppo Mare è costretto ad operare.
Proprio la pietas dovuta alle vittime e ai loro congiunti e la necessità che ogni rilievo, destinato ad una evoluzione giudiziaria, sia svolto dagli operatori di polizia stradale nelle migliori condizioni possibili, impone di riprendere un discorso che per vero avevamo già posto da mesi alla attenzione della amministrazione capitolina e lidense.” Lo dicono in una nota Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP.
”Il X Municipio – proseguono – ha un tasso di sinistrosità stradale elevatissimo, con una significativa e drammatica incidenza di sinistri mortali o con prognosi riservate: sin da quando la Colombo è stata traslata dal GPIT al X Mare oltre alla mole già elevata di incidenti che il gruppo lidense rilevava sono stati presi in carico moltissimi altri incidenti che avvengono sulla Colombo, molti dei quali di rilevanza penale.
Ad inizio 2019 avevamo fatto presente, con una lettera indirizzata a Roma Capitale, Comando generale e X Municipio, come il problema rappresentato dalla Colombo non sarebbe stato solo quello delle fluidificazioni, indicando anzi nella sinistrosità stradale uno degli aggravi più pesanti e facendo presente come sarebbe stata necessaria una significativa dotazione di mezzi e di personale.
Non sembra infatti casuale che l’ufficio infortunistica del gruppo sia ormai enormemente sotto pressione, sovraccaricato da una mole non più gestibile di sinistri finiti alla attenzione della Procura. Sinistri che – proseguono – si traducono in indagini e in procedimenti penali, materia che va maneggiata con cura, professionalità e attenzione, non certo a cottimo perché travolti da decine di sinistri e in palese carenza di organico.
Ne va della sicurezza degli operatori, della memoria delle vittime e del dolore dei congiunti e delle esigenze investigative della magistratura.
Avevamo chiesto, senza risposta, quale studio fosse stato fatto e quali misure fossero state adottate per evitare che la traslazione delle competenze viabilistiche potessero tradursi nel collasso operativo del X Mare.
Non si può pensare che un incidente, per il solo fatto di essere imprevedibile come indica la radice semantica del termine, sia qualcosa con cui poter fare i conti senza organizzazione o senza risorse, perché dietro ogni sinistro ci sono dolore, sangue, responsabilità, dinamiche da chiarire, un lavoro investigativo forse più silenzioso rispetto a quello di altre forze di polizia ma che nulla ha da invidiare rispetto a certe indagini per omicidio, con tutte le gravissime responsabilità connesse.
Per questo ci battiamo per una sicurezza che sia pianificata, razionale e amministrativamente organizzata, ad esempio con maggiore utilizzo della videosorveglianza utilissima nel caso di incidenti penalmente rilevanti e – concludono i sindacalisti – con una dotazione organica del Gruppo confacente alle esigenze di questo territorio, non per boutade come quelle che dobbiamo leggere e che speriamo vengano smentite concernenti i droni per individuare le buche”

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