Ostia, tentò di corrompere un vigile. Condannato il proprietario della sede della Municipale

5/10/2018 – Due anni di reclusione per aver tentato di corrompere un dirigente della polizia locale del X Gruppo. Protagonista Simone Pezzatini, il titolare della Immobilinvest 112 la società proprietaria dell’immobile che ospita dal 2005 la municipale di via Capo Delle Armi e che ogni anno riceve per l’affitto della struttura un milione di euro. L’episodio si è verificato il 5 dicembre del 2014 quando nel pieno della protesta della polizia locale per il trasferimento della sede in locali più idonei e salubri, Pezzantini mise in mano ad Andrea Venanzoni, agente e dirigente Cisl Fp – ma anche componente della consulta che aveva voce in capitolo nell’individuazione di una nuova struttura – una busta contenente del denaro, con l’intenzione di convincerlo ad appoggiare il mantenimento della sede di Ostia Levante. Un gesto immediatamente denunciato dall’agente che aveva anche rifiutato anche solo di aprire la busta.

La denuncia aveva portato al processo che il 4 ottobre ha visto la condanna della seconda sezione collegiale penale del Tribunale di Roma presieduta dalla Dottoressa Anna Maria Pazienza. Due anni di reclusione per istigazione alla corruzione ex articolo 322 CP con condanna al risarcimento di 10.000 euro che, già da accordi presi con la Fondazione Bambino Gesù per la ricerca oncologica, saranno integralmente devoluti loro.
Una scelta quest’ultima che Venzanzoni, ora ricercatore universitario, ha fatto anche alla luce della grave incidenza di patologie oncologiche che si stanno registrando tra gli agenti del gruppo della Polizia Locale e per cui il 21 marzo 2018 la CISL FP, ha presentato un esposto al Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio.
Il dirigente CISL FP Venanzoni, assistito dall’avvocato Domenico Di Tullio, ha denunciato il grave fatto nel dicembre 2014, nel cuore della tormentata vicenda concernente la necessità di spostamento del comando della Polizia Locale.
“Nonostante anni e anni di diffide, analisi, proposte alternative, sensibilizzazione a mezzo stampa della amministrazione onde cessare una locazione passiva sin troppo onerosa, – spiegano dal sindacato – siamo rimasti del tutto inascoltati. Ci auguriamo che questo ulteriore, gravissimo tassello concilii alla amministrazione, tanto municipale quanto capitolina, l’intendimento, una volta per tutte, di superare questa sconcertante stasi che denunciamo a parole e su carta da anni. Il gesto di Andrea Venanzoni ha una valenza etica doppia: da una parte rigetta e denuncia il tentativo di corrompere un servitore di Roma Capitale in divisa e dall’altra avvicina, la Polizia locale tutta, al dolore di chi vive il dramma di una sofferenza oncologica su un bambino. Attraverso questo doppio passaggio etico, si è inteso anche rimodulare il focus sulla questione caserma atteso che, agli esiti di un recente incontro con questa amministrazione, si sono raccolte soltanto vane proposte, lontane da qualsiasi praticabilità immediata”.

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