PAROLA AL LETTORE – “Sentiero Pasolini: romanzo di un amore”

21/09/2018 – Il gruppo pubblico “Sentiero Pasolini”, che conta oggi su Facebook 916 iscritti, è stato creato lo scorso dicembre 2017 con lo scopo, come si legge nella sezione informazioni, di documentare i progressi dell’iniziativa dal basso finalizzata ad aprire sulla sponda sinistra del Tevere un sentiero ciclo-pedonale che da Roma porti al mare. Un sentiero che, precedentemente ed almeno in alcuni tratti, esisteva, ma di cui si sono perse le tracce nel corso degli anni. Il percorso attualmente si snoda da Centro Giano (Casal Bernocchi) ad Ostia Antica, con varianti per proseguire verso la Pineta di Castel Fusano ed il mare. In progetto, l’estensione verso Roma con tappa iniziale a Mezzocammino. Un sogno, il collegamento via ponte ciclo-pedonale con la sponda destra del fiume e la Regina Ciclarum, la ciclo-pedonale di 55 km che si snoda lungo il Tevere da Prima Porta a Fiumicino. Sia il Sentiero Pasolini, sia l’ultimo tratto della Regina Ciclarum, dette “Le Vie al Mare”, ricadono nel territorio della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (RNSLR), area protetta istituita nel 1996 dal Ministero dell’Ambiente, la cui gestione è stata affidata ai comuni di Roma e Fiumicino.

Da subito, l’iniziativa “Sentiero Pasolini” ha ricevuto l’attenzione ed il supporto da parte di numerose persone, in particolare dei residenti delle zone limitrofe, che hanno avuto l’opportunità di accedere e riscoprire un percorso sull’argine del fiume, ormai dimenticato, caratterizzato da paesaggi meravigliosi, un susseguirsi di tratti di natura selvaggia alternati a serafiche campagne coltivate da diverse aziende agricole storiche. Io stessa, che abito a Casaletto di Giano, grazie a quest’iniziativa ho riscoperto, dopo quasi trent’anni, la bellezza della campagna romana a due passi da casa, con i suoi sorprendenti cambiamenti di colore da una stagione all’altra, dal marrone scuro dei campi appena arati che si estendono piatti e livellati verso l’orizzonte, al verde brillante dell’erba medica, all’intenso giallo oro dei campi di grano prima e dopo la mietitura, per includere poi scorci sul Tevere e le sue verdi anse, regno di numerose specie di uccelli. Quando poi inizi a notare il susseguirsi delle fioriture delle piante spontanee e vuoi saperne il nome e riconoscerle tutte, beh…a quel punto capisci che il tuo cuore l’hai perso. Una freccia ha sicuramente trapassato il mio quando ho scoperto una copiosa fioritura di gladiolo dei campi (Gladiolus italicus) su una collinetta dell’azienda agricola Monti San Paolo, che la macchiava per metà di violetto, lasciandomi letteralmente a bocca aperta. O quando poi ho trovato l’orchidea serapide maggiore (Serapias vomeracea), specie protetta su territorio nazionale, al Parco del Drago circondata da una moltitudine della gialla perlina maggiore (Parentucellia viscosa) e della violetta perlina minore (Bartsia trixago), due piante semi-parassitiche della famiglia delle Orobanchaceae. Per non parlare dell’esperienza quasi mistica del passaggio sotto il tunnel formato da alti canneti, che sull’argine ondeggiano al vento, mentre si è circondati dai versi di una miriade di uccelli diversi.

Tutto ciò grazie alla tenacia e risolutezza di pochi volontari che, inizialmente armati di soli forbicioni e falcetto, hanno cominciato una lotta impari per aprire varchi fra fitti cespugli di rovo comune ed imponenti canneti. Le immagini di questi temerari che affrontano un lavoro immane con mezzi davvero inadeguati, ma sempre col sorriso sulle labbra, ha suscitato le simpatie e la gratitudine di tanti, testimoniata poi dal fatto che quando questi hanno organizzato raccolte fondi per acquistare tagliaerba e decespugliatori a scoppio, queste si sono concluse positivamente entro poche ore. E così, con tanta buona volontà e determinazione, è stato aperto, e viene mantenuto fruibile per la collettività da più di otto mesi ormai, un sentiero lungo circa 17 km.

Capendone l’impatto positivo e la rilenvanza sociale e culturale per le zone di loro competenza, diversi comitati di quartiere, in particolare quelli di Centro Giano ed Acilia Nord 2018, hanno prestato sostanziale supporto all’iniziativa “Sentiero Pasolini”, anche organizzando con i suoi volontari eventi divulgativi e di sensibilizzazione. Dall’inizio di quest’anno, sono stati ben cinque gli eventi organizzati dal gruppo “Sentiero Pasolini” biciclettate e non solo, che hanno riscontrato un’ampia partecipazione, e che hanno visto il gemellaggio anche con altre ricorrenze locali come il passaggio della statua di san Nicola sul Tevere di ritorno dal mare verso Roma, o come il popolare BenocchiBeer Festival organizzato dal Collettivo La Talpa. Degna di nota è l’adesione a queste iniziative di intere famiglie, che hanno l’opportunità di stare insieme all’aria aperta apprezzando il proprio territorio. Il Sentiero Pasolini è infatti un percorso escursionistico adatto anche al birdwatching, ed attualmente molto amato anche dai runners, che lo considerano un luogo elettivo per allenarsi.

Oltre ad evidenziare le valenze naturalistiche che ricadono nella RNSLR, grazie all’interazione con associazioni ambientaliste quali il WWF e ‘Insieme per la Curtis Draconis’, il Sentiero Pasolini è stato anche utile per rivalutare la storia e l’archeologia dell’entroterra del Municipio X di Roma, la presenza ad esempio dei resti di ville rustiche romane di età repubblicana a Dragona e Dragoncello e della torre medioevale sulla rupe di Dragoncello, quest’ultima recentemente proposta come luogo del cuore del FAI, avvalendosi della meritoria opera divulgativa dell’archeologo e storico del territorio Michele Mattei.

Oltremodo, il sentiero si propone come modello di sviluppo territoriale basato su un cicloturismo rispettoso dell’ambiente, un modello alternativo a quello finora imperante nelle nostre zone fondato esclusivamente sulla costruzione di nuove palazzine e centri commerciali, che risulta ormai ben poco sostenibile e razionale.

Tanti, quindi, gli aspetti positivi riscontrati in quest’iniziativa, e tuttavia, diversi sono stati i problemi incontrati così come le contraddizioni evidenziate. Il passaggio del sentiero in zona golenale nella RNSLR ne ha evidenziato le bellezze ma anche gli aspetti meno edificanti, come ad esempio, la presenza di zone caratterizzate da profondo stato di degrado ed incuria di cui non si fa carico nessuno, per le quali è difficile capire l’istituzione responsabile di un eventuale intervento, come la “valle di Enea” situata tra Dragoncello e Dragona, divenuta negli scorsi anni luogo di discariche e accampamenti abusivi, tuttora in stato di abbandono malgrado gli esposti e l’impegno del Coordinamento dei Comitati di Quartiere dell’Entroterra del Municipio X di Roma, così come dell’Assoc. Insieme per la Curtis Draconis.

Difficile anche l’interazione con alcuni dei proprietari delle aziende agricole attraversate dal percorso del sentiero. Mentre diverse si sono dimostrate illuminate e disposte al dialogo, a trovare soluzioni concertate nel rispetto delle esigenze reciproche, più laboriosa e controversa è risultata l’interazione con altre, fino alla recente negazione del passaggio da parte dell’Az. Dragoncello, che ha causato una variante del tracciato.

Poiché l’interesse e partecipazione dal basso allo sviluppo del Sentiero Pasolini non mancano, quello di cui certamente c’è bisogno adesso è di un sostanziale e concreto interessamento delle amministrazioni ed istituzioni locali, che aiutino in particolare a definire i rapporti con le proprietà private che ricadono nella RNSLR.

Paola Veronese, residente
Entroterra Municipio X Roma

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here