Ostia Antica, crepe e cedimenti nei muri. I residenti: “Fermate il cantiere dell’ecomostro”

13/07/2018 – Crepe larghe diversi centimetri, intonaco che crolla e la paura sempre più motivata che qualcosa di drammatico possa verificarsi. Accade ad Ostia Antica dove il cantiere per quello che è stato già ridefinito “ecomostro” sarebbe all’origine dei numerosi problemi delle abitazioni circostanti. A causa infatti dei lavori di trivellatura per la realizzazione della palazzina con annessa area commerciale si starebbero propagando per centinaia di metri vibrazioni che qualcuno non esita a paragonare a quelle di un terremoto. Il tutto in un area che si trova a pochi metri dal Borgo Medioevale e dagli scavi di Ostia Antica.

Disagi alle abitazioni ma anche alle attività commerciali dove sono avvenute le prime ispezioni dei vigili del fuoco. Ieri infatti i pompieri, accompagnati dai carabinieri, hanno effettuato un sopralluogo nel ristorante “La fraschetta del Borgo” riscontrando cedimenti nel pavimento e crepe nelle mura. Il rischio quindi che possa essere emessa un ordinanza di inagibilità è sempre più consistente in considerazione anche di precedenti ispezioni effettuate nelle passate settimane.

“Da mesi – sottolineano i cittadini – ormai si sta portando avanti una battaglia popolare e mediatica per impedire la “bruttura”  che si sta tentando di perpetrare in uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, ad Ostia Antica, dove tutto a odor di storia millenaria, con il bellissimo Borgo ed i fantastici Scavi Archeologici, per impedire e bloccare un cantiere dove dovrebbe nascere un “palazzo” di tre piani, circa ventisette appartamenti, negozi, garage e, udite, udite un supermarket.
Tutto potrebbe sembrare una normale iniziativa commerciale, se non fosse che da progettola struttura mostra il netto contrasto con l’ambiente circostante, palazzine d’epoca, un borgo rinascimentale, e non ultimi gli Scavi Archeologici, forse i più importanti dopo quelli di Pompei. Da mesi il cantiere sta portando seri disagi, con i suoi numerosi mezzi pesanti e il lavoro di palificazione che nel suo “battere” sta portando seri rischi per la stabilità degli edifici circostanti, mettendo in seria evidenza crepe e cedimenti strutturali, che stanno creando comprensibile ansia ai suoi abitanti ed mettendo in seria difficoltà le varie attività commerciali che da decenni svolgono li le loro attività.
Dopo numerosi solleciti di interventi per verificare la portata delle criticità che stanno venendo alla luce, ecco arrivare i primi ordini di chiusura per “inagibilita’” agli stabili e le attività commerciali che verranno colpite economicamente dal lavoro indiscriminato di un cantiere che non ha forse “previsto” l’instabilità di un territorio ad altissimo rischio fragilità di una falda stratificata friabile, rischio alluvionale ed idrogeologico, e cosa da non sottovalutare, – concludono – la sua assurda ubicazione in un contesto storico-archeologico-culturale”.

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