RUGBY – “Alice e Francesca due ragazze con le idee molto chiare sul rugby”

02/05/2018 – Raccontare la storia rugbistica di Alice e Francesca è come raccontare un pezzo del mondo rugbistico femminile e di certi pregiudizi che lo circondano da parte di tante famiglie che pensano allo sport della palla ovale come uno sport solo al maschile. Invece alcuni preconcetti stanno cadendo grazie anche agli ultimi ed importanti traguardi raggiunti dalla Nazionale femminile ed al crescente interessamento dei media nazionali.

Ad Alice e Francesca abbiamo chiesto quali sono stati gli aspetti che maggiormente le hanno attratte verso una scelta abbastanza inconsueta considerando che il rugby ancora oggi è visto quasi esclusivamente al maschile, opinione espressa anche da molti addetti ai lavori.
Alice ci risponde. “Io vengo da una famiglia di rugbisti, mio padre ha giocato per tanti anni ed oggi è allenatore. Il rugby l’ho vissuto sin da piccola e ne sono rimasta affascinata. Quando ho avuto occasione di praticarlo, l’ho fatto ed oggi sono felice della mia scelta. Papà non è stato subito contento, non perché lo considera uno sport di maschi ma pensava che non mi sarei potuta togliere quelle soddisfazioni che uno sport di squadra come il rugby ti da. Mi è piaciuto subito, mi piace stare insieme alle mie compagne e compagni di squadra, condividere assieme a loro tante emozioni”.

Diverso il percorso di Francesca. “Il rugby l’ho conosciuto a scuola frequentando i corsi scolastici della Nea Ostia Rugby. Mi piace e poi è uno sport di squadra dove stiamo tutti assieme e questa cosa mi attira particolarmente. Se all’inizio era più una curiosità, adesso dopo quattro anni che lo pratico sono felice di questa scelta. Non ho mai pensato ad uno sport solo per maschi e sinceramente non lo faccio neanche adesso”.

Scelte differenti da parte di Alice e Francesca, la prima più di tradizione di famiglia, la seconda partendo da una curiosità ma tutte e due affascinate dal rugby e dai suoi valori, soprattutto condividere assieme ad altri le emozioni che trasmette. Abbiamo chiesto loro se fossero diventate amiche e non solo compagne di squadra, la risposta è stata affermativa. Si frequentano anche fuori dal campo; nuove amicizie che hanno instaurato con le compagne di squadra dell’Aprilia Rugby (formazione con cui giocano il campionato di categoria) ma anche con i ragazzi dell’under 14 della Nea Ostia Rugby con i quali si allenano molto spesso. Da quest’ultimo aspetto gli abbiamo domandato se trovano delle difficoltà ad allenarsi con loro. Alice afferma. “Non abbiamo mai avuto alcun tipo di difficoltà, anzi, sicuramente i maschi sono più tecnici, hanno più esperienza e più vissuto e per questo abbiamo più vantaggi. Poi quando ci alleniamo con le nostre compagne di squadra notiamo le differenze. Anche le nostre allenatrici delle selezioni regionali notano questi benefici”. Francesca aggiunge e sottolinea. “Anche io non mi faccio problemi ad allenarmi con i ragazzi anche se alcune volte vedo delle differenze quando facciamo degli esercizi basati sulla forza. Comunque neanche i nostri compagni si fanno problemi anzi certe volte ci danno sotto e ci vanno giù duro e poi lo trovano umiliante quando noi ragazze li battiamo. Quando andiamo alle partite delle Selezioni Regionali assieme a loro, ci fanno da angeli custodi e ci presentano ai ragazzi delle altre squadre, questo è bello perché ci considerano loro amiche”.
Gli abbiamo chiesto se avessero mai provato a coinvolgere loro amiche nel praticare il rugby, risposta affermativa con nessun risultato. La maggioranza delle loro coetanee risponde che è uno sport violento e che ci si fa male anche se loro ne sono la prova contraria. Purtroppo ancora tanti pregiudizi. Per concludere gli abbiamo domandato cosa si aspettano dal rugby e cosa gli piacerebbe che la loro società facesse per aumentare il numero delle praticanti. Alice si dice convinta di voler arrivare più in alto possibile anche in Nazionale. Pensa che pur essendo le praticanti in numero minore rispetto ai maschi, la selezione per arrivare c’è sempre ed ha notato che rispetto ad un anno fa, il numero delle giocatrici nel Lazio è aumentato e questo gli fa piacere. Francesca afferma che per  accrescere il numero delle ragazze ci si deve rivolgere alle scuole ed è sicura che un’allenatrice sarebbe più efficace di un allenatore. Si sente pronta per un’esperienza come questa soprattutto verso le classi delle più piccole. Tutte e due sono sicure che solo con un lavoro mirato nelle scuole, fatto da allenatrici, i risultati di un vivaio tutto al femminile si potrebbe vedere da subito. Ragazze con le idee ben chiare sul rugby, sul loro essere giocatrici ma anche sul loro futuro in questo sport. Sicuramente un valore aggiunto per la Nea Ostia Rugby per la maturità dimostrata nell’affrontare situazioni ed argomenti.

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