Ostia, Ospedale Grassi, Cosentino (LeU Lazio): “La salute non è una merce”

13/02/2018 – “Dobbiamo impedire che il servizio sanitario pubblico possa progressivamente trasformarsi in sistema sanitario a trazione privata. La salute non è una merce ed è per questo che, come Liberi e Uguali, ci impegneremo per rilanciare con determinazione il servizio sanitario pubblico mettendo al centro del nostro agire politico il diritto alla salute dei cittadini’. Lo dichiara in una nota Danilo Cosentino, candidato nella Lista Liberi e Uguali Lazio, durante l’iniziativa organizzata presso la struttura sanitaria dell’Ospedale Grassi di Ostia.  

“L’ospedale Grassi di Ostia, l’unica struttura sanitaria presente su tutto il territorio del X Municipio, ha un bacino d’utenza di oltre 300mila residenti con un rapporto di posti letto/abitanti pari allo 0,8 per mille contro i 3 per mille previsti dalle normative. I 300 posti letto disponibili sono circa 1/3 dei posti letto che la normativa prevede su tutto il territorio del X municipio. Questo dato è sufficiente per capire come mai l’unica struttura ospedaliera presente su questo territorio versi in condizioni di affanno che si trasformano in autentica congestione nei momenti dell’anno più delicati, quelli dove la richiesta di assistenza sanitaria è maggiore. Per far fronte a questi deficit, ora che, dopo una gestione dissennata dei governi di centro destra, il commissariamento della sanità del Lazio volge al termine, i conti torneranno ad essere in ordine e si potrà riprogrammare la gestione sanitaria, è necessario avviare scelte politiche che blocchino le esternalizzazioni dei servizi ai privati e che tornino ad assumere direttamente personale medico,infermieristico e dei servizi ausiliari sbloccando il turn over. La situazione in cui versa la sanità pubblica è figlia di scelte fatte in passato, spesso non tutte condivisibili, che dobbiamo superare avviando una seria politica di rilancio del servizio sanitario pubblico. Come Liberi e Uguali – conclude Cosentino – siamo in campo proprio per essere i promotori di questa inversione di rotta, una inversione oggi possibile grazie al termine del commissariamento sanitario del Lazio”. 

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