Il laboratorio analisi del Grassi pronto a cambiare casa. Si trasferirà al Sant’Eugenio

Presentata petizione contro il trasferimento del Grassi al Sant'Eugenio. 9mila le sottoscrizioni

23/11/2017 – Ci risiamo. Dopo il polverone che nei mesi scorsi aveva scatenato la ventilata ipotesi di trasferire il laboratorio di analisi del Grassi al San Camillo e dopo la marcia indietro fatta dalla Regione adesso si torna a parlare di spostare operatori ed apparecchiature. Non più una ipotesi ma quasi una certezza che in una manciata di giorni, il 1 dicembre è il giorno cruciale, porterà la maggioranza delle prestazioni sanitarie questa volta al Sant’Eugenio. Una decisione che non coinvolgerà solo l’ospedale di Ostia ma anche quella dei 12 centri prelievo presenti sul territorio dell’Asl Rm 3, un bacino di utenza che si estende da Palidoro ad Acilia passando per Monteverde. Al presidio di Ostia resteranno poco più di 70 tipi di prelievi e quelli provenienti dal Pronto Soccorso, per il resto bisognerà raggiungere l’Eur. Viaggeranno verso la Capitale in macchina anche diversi prelievi con tutti i rischi legati alla sicurezza della analisi.

“Si prende atto che la Regione lazio nel suo pervicace inseguimento di un efficientismo, esclusivamente basato su presunte economie di scala, continua ad insistere del voler declassificare e depotenziale il Laboratorio d Analisi Cliniche dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia”. Lo dicono in una lettera aperta inviata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti le associazioni Cittadinanza Attiva, l’Assemblea territoriale X Municipio, il Tribunale dei Diritti del Malato, l’Adol e l’Arcmed che hanno presentato una raccolta firme giunta a 9mila sottoscrizioni. “Questa scelta – proseguono – che non esitiamo a definire scellerata, finisce per distruggere una struttura che nel tempo ha assicurato un servizio qualitativamente dignitosi ed economicamente efficiente ad una popolazione di residenti di circa 600mila anime nei territorio del Comune di Fiumicino, del X Municipio e di gran parte dell’entroterra romano. Colpisce negativamente la scarsa sensibilità dimostrata dalla cabina di regia della Sanitò Regionale che nel proseguire scelte criticare e criticabili, ha deliberatamente ignorato la volontà e le richieste dei cittadini, delle associazioni del territorio, di enti e rappresentanti della società civile”.

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