Ostia, sette condanne per il Clan Spada. Riconosciuta l’aggravante mafiosa

4/10/2017 – Ad Ostia la mafia c’è. A dirlo è il Tribunale di Roma che ha emesso oggi la sentenza nell’ambito del processo contro la famiglia Spada che si è concluso con sette condanne e con la conferma dell’aggravante del metodo mafioso il processo a carico di altrettante persone ritenute appartenenti alla famiglia Spada di Ostia. La pena più alta è andata a Massimiliano Spada, condannato a 13 ani e 8 mesi di reclusione. 5 anni per Ottavio Spada, 6 anni e 4 mesi per Davide Cirillo e Mirko Miserino, 11 anni per Massimo Massimiani, 6 anni e mezzo per Manuel Granato, e 7 anni e 4 mesi per Maria Dora Spada. Gli imputati, a seconda delle posizioni, si erano resi protagonisti di estorsioni, e minacce anche allo scopo di impossessarsi di alcuni alloggi popolari.

FRANCO DE DONNO, LABORATORIO CIVICO X – “Esprimo apprezzamento per la sentenza oggi emessa dal Tribunale che conferma ancora di più l’importanza centrale del contrastare e condannare fermamente le infiltrazioni mafiose nel Municipio X. Lo si può fare intervenendo con volontà politica lì dove la mafia trae i suoi loschi guadagni: il traffico di stupefacenti; la compravendita abusiva degli affitti in case popolari e il racket che ha portato alla disperata chiusura di tanti esercizi commerciali, come è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo dare un taglio netto a questi 3 tentacoli per interrompere l’azione mafiosa sul nostro Territorio. Non saremo soli in questa impresa perché saremo accompagnati assai efficacemente dall’azione meritoria delle Forze dell’Ordine e dall’impegno coraggioso della Magistratura”.

PAOLO FERRARA, CAPOGRUPPO CAPITOLINO M5S – “Esprimo tutto il mio sentimento di immensa gratitudine ed elogio per la sentenza di condanna a più di 56 anni di reclusione nei confronti di noti esponenti del clan Spada, accusati di minacce, violenze, sfratti forzosi da alloggi popolari e di una gambizzazione per affermare la ‘supremazia’ del proprio clan sul territorio di Ostia; tutto con l’aggravante del metodo mafioso, un sistema tentacolare che sin dalla data d’insediamento di questa amministrazione capitolina stiamo combattendo con tutte le nostre forze e mezzi a disposizione. I criminali e i mafiosi, che purtroppo continuano a insanguinare in questi giorni le strade di Ostia Nuova, non l’avranno mai vinta e anzi verranno sconfitti, come già comincia a dimostrare questa prima sentenza importantissima di condanna. Ma da parte nostra la condanna nei loro confronti sarà sempre senza appello”.

ROSALBA CASTIGLIONE, ASSESSORE AL PATRIMONIO E ALLE POLITICHE ABITATIVE ROMA CAPITALE – “Ancora una volta la giustizia condanna i componenti di un clan che gestiva le occupazioni abusive ad Ostia. L’ennesima vicenda che vede protagonisti soggetti che, con minacce, violenze e sopraffazioni, gestivano il mercato degli alloggi di enti pubblici sottraendoli alla possibilità di assegnazione agli aventi diritto e creando un grave danno anche economico. Una sentenza esemplare che riconosce, ancora una volta, Roma Capitale danneggiata da coloro che effettuano le occupazioni abusive e che ci spinge ancor di più nell’azione di contrasto. I cittadini devono sapere che la nostra amministrazione non presterà il fianco alle scorciatoie o a regolarizzazioni delle occupazioni abusive che qualcuno continua a chiedere con insistenza. Al contrario, siamo al fianco della  magistratura con un impegno sempre più crescente per arginare questo fenomeno”.

MARCO POSSANZINI, SEGRETARIO SINISTRA ITALIANA X MUNICIPIO – “Estorsioni, Intimidazioni, minacce, torture, è così che il Clan Spada ha imposto la sua legge criminale, è così che il Clan Spada ha gestito il racket degli alloggi. Tutto questo accadeva nel Municipio X di Roma Capitale, un territorio dove i clan esistono, sono radicati e sono affamati di potere. I recenti accadimenti, così come quelli meno recenti, testimoniano chiaramente quello che sappiamo bene: ad Ostia la mafia c’è, è articolata e radicata e ha lanciato una inequivocabile controffensiva contro lo Stato e i cittadini. Le condanne inflitte contro gli arrestati nell’operazione Sub Urbe accendono un faro su un angolo buio della città, testimoniano in modo evidente e inoppugnabile la presenza pervasiva ed evidente delle mafie. E’ il momento di reagire, è il momento di mettere al bando ogni forma di negazionismo o dubbio sulla presenza della criminalità ad Ostia, non si può fingere che le mafie non ci siano e che questi accadimenti siano ascrivibili a crimine organizzato comune, abbiamo il dovere di costruire con le forze sane di questo territorio un fronte comune da opporre alla criminalità, abbiamo il dovere di costruire una risposta straordinaria per fronteggiare il cancro mafioso che affligge il nostro territorio. Nelle prossime settimane organizzeremo una iniziativa, in netta continuità con il profilo politico che abbiamo costruito in questi anni, proprio per provare a costruire quella risposta importante che oggi più di ieri è necessaria. La presenza delle mafie ha ucciso la vocazione turistica del nostro territorio, ne ha condizionato negativamente lo sviluppo e ne ha minato pesantemente il futuro. Non c’è più tempo da perdere. Chiediamo che venga istituito quanto prima un Osservatorio Municipale Permanente Antimafia e Anticorruzione, guidato da una figura di alto profilo Istituzionale, aperto ai cittadini, alle associazioni ai comitati e alle forze politiche, uno strumento corale di contrasto alle mafie, una Istituzione che oggi manca e di cui sentiamo l’estrema necessità. E’ il momento che le forze sane del nostro territorio costruiscano quel muro invalicabile, quel fronte comune contro le mafie, che per troppo tempo è mancato”.

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