Sinistra Italiana: “Vertenza lavoratori Tuodì, migliaia di posti di lavoro a rischio”

26/7/2017 – “I supermercati Dico a marchio Tuodì da mesi sono precipitati in un tunnel senza uscita. Il film è sempre lo stesso e investe tutta la rete commerciale del gruppo che fa capo alla famiglia di Antonino Faranda. I dipendenti del gruppo, delle reti Tuodi’ e Dico, negli oltre 400 negozi sfiorano le 6000 unità su scala nazionale di cui più di 40 risiedono nel nostro Municipio”. Lo dicono Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio
Michele Di Lecce, (Mobilità e Lavoro) Sinistra Italiana X Municipio.

“E’ inammissibile che l’azienda invece di informare i lavoratori e mettere in campo tutti gli strumenti necessari di tutela, abbia preferito utilizzare il web per mettere all’asta la società scaricando ogni responsabilità, voltando di fatto le spalle a migliaia di lavoratori che oggi vivono nell’angoscia di rimanere senza lavoro e quindi senza reddito. Questo comportamento societario è il prodotto delle politiche neoliberiste che in questi anni ci sono state presentate come salvifiche, come ineluttabili, come le uniche politiche capaci di sconfiggere la crisi economica. La verità purtroppo – proseguono – è assolutamente un’altra e cioè che questo modo di fare impresa, di fare capitale, oltre a svalutare pesantemente il lavoro trasformandolo in merce, è il problema e non certo la soluzione. E’ inammissibile che un debito costruito da amministratori, nella migliore delle ipotesi incapaci, debba essere pagato da chi non ha responsabilità alcuna sulle scelte imprenditoriali. Per questo domani saremo al fianco dei lavoratori della catena Tuodì. Senza una politica economica espansiva, senza arginare la competizione al ribasso sul lavoro, senza la capacità dello Stato di controllare severamente e nazionalizzare le aziende in crisi mettendo al bando quegli imprenditori che hanno fatto macroscopici utili sulla pelle dei lavoratori, senza ridurre la precarietà del lavoro e rianimare la capacità negoziale delle parti sociali, senza l’introduzione di un reddito minimo garantito capace di sostenere chi si ritrova dalla sera alla mattina senza un reddito certo, senza una lotta serrata all’evasione e all’elusione fiscale e soprattutto senza un sistema di regole che impedisca agli imprenditori senza scrupoli di fare utili sulla pelle dei lavoratori sfruttando le regole introdotte negli ultimi decenni, non ci sarà futuro per il nostro paese”.

 

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