ABBIAMO RICEVUTO – Infernetto, il caso del liceo negato

 

12/7/2017 – A circa venticinque chilometri dal Campidoglio, nel X Municipio di Roma Capitale, sorge un quartiere che, già nel suo nome, porta sulle spalle un destino infausto. Ma anche questo territorio è Roma, più esattamente sua propaggine verde (confinante con la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano), ma non litoranea – come invece la più nota Ostia, proprio in questi giorni affaccendata nel suo ultimo tentativo di autonomia dalla Capitale. L’Infernetto è, in definitiva, una terra di mezzo: e di nessuno, aggiungiamo. Ma, tra le tante vicissitudini di una porzione del Municipio abusato da infiltrazioni mafiose, commissariato da anni e dimenticato dall’Amministrazione Capitolina, ci interessa far emergere oggi il caso del liceo negato.

Nell’ormai lontano 1994, con la Deliberazione n. 312 del Consiglio Comunale, veniva adottato il Primo Piano particolareggiato n. 51 “Infernetto”; accolto molto favorevolmente dagli abitanti, speranzosi di veder finalmente realizzati quei servizi essenziali di cui il territorio necessitava da tempo. In merito all’edilizia scolastica, tale Piano prevedeva la costruzione di scuole materne, elementari e medie in numero congruo al relativo incremento demografico previsto nell’area perimetrata. Ad oggi – trascorsi ventitré anni – nulla o quasi di quanto pianificato è stato fatto e i bambini dell’epoca sono cresciuti consumando gran parte della loro esistenza a bordo di un’automobile, parcellizzando un contesto umano quasi privo delle basilari strutture educativo-sociali: le scuole.

Allo stato attuale gli Istituti Comprensivi presenti all’Infernetto – “W. A. Mozart” e “F. Cilea” – riescono a stento a soddisfare le richieste di iscrizioni e già si sono presentati casi di deportazione di bambini di 11 anni a scuole dei quartieri limitrofi, non collegati da trasporto pubblico e quindi gravanti sull’ormai noto delirio d’asfalto dell’unica arteria di collegamento con il centro: Via Cristoforo Colombo (da pochi mesi umiliata allo status di mulattiera, visti i nuovi limiti di 50 km/h nel tratto extraurbano e 30 km/h in quello urbano). I Comitati dei Genitori hanno preteso a gran voce da parte delle autorità competenti la risoluzione della carenza di spazi, in logica di esponenziale criticità nell’immediato futuro. Per avere idea dello scenario apocalittico in trend decisamente ascensionale che si presenterà, questi i dati ufficiali: per l’anno scolastico 2018-’19, dai due istituti appena menzionati proverranno 299 alunni attualmente iscritti alla terza media inferiore; 329 nell’a.s. 2019-’20, 337 nell’a.s. 2020-’21, 347 nell’a.s. 2021-’22. In diversi mesi di confronti con le Istituzioni, l’unico risultato è stato un “sondaggio” richiesto da Città Metropolitana a Regione e Comune, a fine giugno 2017, su luoghi eleggibili a «spazi scolastici per esigenze istruzione superiore». Materialmente, zero.

Ma è proprio a livello di formazione secondaria che la vicenda ha ormai assunto carattere anticostituzionale: è infatti stata praticamente negata la costruzione di un Liceo all’Infernetto.

Nonostante la Deliberazione n. 474 del 20/07/2011 della (ex) Provincia di Roma, che approvava il progetto preliminare di un Istituto Superiore Polifunzionale di 25 aule, con relativo stanziamento pari a circa 13 milioni di Euro, in questa periferia di oltre 35mila residenti nulla di concreto è stato mai avviato. Nel tempo, i fondi sono stati dirottati e l’iter procedurale interrotto: la burocrazia ha vinto.

Ecco dunque la formale rinuncia alla garanzia dettata dalla Costituzione: i licei al di là del G.R.A. – quasi moderne colonne d’Ercole – sono gravosamente raggiungibili, mentre quelli di Ostia ripudiano i ragazzi provenienti dall’area CAP 00124 (ovvero l’Infernetto), applicando opinabili criteri approvati nei vari Consigli d’Istituto. L’unico ad accettarne è il Liceo “Democrito” del vicino Casal Palocco, che ha deciso di accogliere tutte le richieste di iscrizione, indipendentemente dalla loro “provenienza geografica”. Questo istituto ha già operato una scelta di campo negli anni scorsi: a supporto delle esigenze di istruzione della popolazione dell’Infernetto, ha infatti utilizzato gli spazi riservati ai laboratori e l’aula professori per colmare la carenza di strutture. Ma ora non c’è più posto. Il prossimo settembre l’esubero in prima superiore sarà di 180 unità, pari a circa 7 classi. Il Dirigente Scolastico del “Democrito”, che pure nei mesi scorsi ha tentato il dialogo istituzionale ottenendo un nulla di fatto, si vedrà costretto ad optare per i temuti DOPPI TURNI. Una misura da Italietta anni ’60, quanto mai inadatta ad una contemporaneità fatta di genitori entrambi lavoratori, in sedi frequentemente distanti decine di chilometri dall’abitazione, e di nuclei familiari che vivono situazioni critiche in cui anche i figli adolescenti contribuiscono al bilancio familiare con occupazioni saltuarie h24. Auspichiamo che le Istituzioni siano preparate ad affrontare la rivolta di un drappello di cittadini che forse non sarà così sparuto. Siamo stanchi di sentir giustificare la carenza di ogni genere di servizio poiché residenti in aree periferiche e disgustati dalle promesse mai mantenute da parte dello schieramento politico di turno. Nel X Municipio la priorità alla repressione della criminalità ha fatto dimenticare che la legalità sia una forma di educazione e di cultura, da disseminare a piene mani, soprattutto a chi si affaccia oggi alla nostra società, se si vuole investire sul futuro di tutti i cittadini. E la scuola pubblica dovrebbe essere la culla in cui far germogliare coscienze da impiegare su questo fronte strategico. All’Infernetto ciò non è possibile.

Eppure c’è una SOLUZIONE, a patto che esista la volontà politica di praticarla. In Via Croviana  sorge la Caserma “A. Dus”, 108.000 mq sede del Centro Addestrativo Polifunzionale di Roma-Castelporziano della Guardia di Finanza, che «risulta parzialmente destinato alle esigenze del Comando Corsi di Applicazione e Speciali». La struttura operativa è in corso di dismissione da parte della GdF, in vista dell’accentramento di tutte le attività a Bergamo. Ne deriva una immediata disponibilità di spazi – tra l’altro già concepiti per finalità formative e utilizzabili con lievi interventi di adeguamento – per tamponare l’emergenza scolastica, con la nascita prorio qui della succursale del Liceo “Democrito” all’Infernetto. La distribuzione degli edifici permetterebbe fin da subito di rendere autonomo il resto della Caserma (essendo presente finanche un accesso separato), così da non interferire in alcun modo con lo svolgimento delle attività in corso.

Il complesso della GdF, prima appartenente al FIP – Fondo Immobili Pubblici, è stato venduto nel 2015 a un un investitore istituzionale, che continua a percepire dallo Stato Italiano (quindi da noi cittadini) un canone di affitto annuo pari a 7 MILIONI DI EURO. Se il Governo non  vuole continuare ad essere complice dell’ennesimo sperpero di soldi pubblici, deve hic et nunc intervenire presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, evitando ridicole ricerche di luoghi destinabili ad edilizia scolastica. La chiave di volta è davanti agli occhi di tutti: ne rivendicano con forza la sua affermazione il Comitato di Quartiere Infernetto, I Comitati Genitori e i D. S. degli Istituti “W. A. Mozart” e “F. Cilea”, il D. S. e i docenti del Liceo “Democrito”. La “soluzione Guardia di Finanza” è un’alternativa valida per costi e tempi di attuazione limitati, ecosostenibile e all’insegna della riqualificazione di un agglomerato preesistente nel tessuto urbano.

Inoltre, per provvedere in maniera definitiva, Città Metropolitana si deve impegnare a far ripartire l’iter procedurale per la realizzazione del succitato Progetto relativo all’Istituto Polifunzionale.

Attendiamo dal Ministro competente una replica scritta; siamo stanchi di promesse e millantate verifiche di fattibilità.

La rabbia e la frustrazione dei cittadini saranno presto tangibili.

COMITATO GENITORI

I.C. W.A. MOZART

 

COMITATO GENITORI

I.C. FRANCESCO CILEA

 

COMITATO DI QUARTIERE INFERNETTO

CENTRO SOCIALE

ISTITUTO COMPRENSIVO W. A. MOZART

ISTITUTO COMPRENSIVO FRANCESCO CILEA 

LICEO STATALE CLASSICO E SCIENTIFICO DEMOCRITO

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