ABBIAMO RICEVUTO – Con Sinistra Italiana X Municipio, inizia la costruzione di una casa comune della Sinistra.

 

Si è svolto da pochi giorni il primo congresso di Sinistra Italiana X Municipio, un appuntamento atteso, costruito, voluto con forza, determinazione e coraggio, un appuntamento che si è svolto nel quadrante del Municipio con più difficoltà sociali, quel quadrante dove più di ogni altro la Sinistra deve tornare ad essere crogiolo di buona politica, filo conduttore, riconnessione fra politica e speranza.
Con grande rammarico e nonostante un grande lavoro collettivo svolto anche per costruire insieme gli appuntamenti congressuali delle settimane passate e gli organismi dirigenti che hanno costruito le platee congressuali e le segreterie di direzione politica, ho appreso che alcuni Compagni Compagne della sezione Berlinguer di Ostia hanno deciso di disertare il Congresso Municipale e di uscire da Sinistra Italiana. Una decisione sofferta che ci lascia sgomenti, che ci lascia senza parole. Disertare il primo appuntamento politico del Municipio, evitando un confronto franco e aperto che avrebbe potuto ridurre le distanze e magari impedire rapide capitolazioni, è un comportamento incomprensibile che personalmente reputo profondamente sbagliato, soprattutto quando non ci sono evidenti differenze di linea politica, soprattutto quando si condividono i percorsi nazionali, regionali e cittadini, soprattutto quando ci si assume la responsabilità di essere guida di un percorso politico tutto da costruire e da determinare.
Il Congresso fondativo è quel luogo politico dove si costruisce l’ossatura e si costruisce il percorso politico, dove si definisce un sentiero, dove ci si prende per mano e si inizia un viaggio. Con i Compagni e le Compagne fondammo, nel lontano gennaio 2016, il primo spazio politico di Sinistra Italiana a Roma e nel nostro paese. Con i Compagni e le Compagne della sezione Berlinguer, fianco a fianco, sostenemmo la candidatura di Stefano Fassina a Sindaco di Roma Capitale, una candidatura che non fu semplice sostenere e che oggi rivendichiamo con grande forza e con grande orgoglio.
Abbiamo bisogno, un grande bisogno, di guardarci negli occhi e riconoscere nello sguardo dei nostri Compagni e delle nostre Compagne, le ragioni viscerali di quella Sinistra che vogliamo costruire e che manca in questo paese. Abbiamo bisogno di “rompere gli schemi” cooptativi che tanto male hanno fatto e fanno a Sinistra, abbiamo bisogno di parlarci e di confrontarci per “rompere gli schemi” delle appartenenze, evitando di alimentare il fuoco della diversità. La diversità è un arricchimento e non un limite, è benzina nel motore dei processi politici e non una catena che limita il movimento. Viviamo in un mondo dove la ricerca artificiosa di un nemico, spesso identificato dalle diversità che lo caratterizzano, diventa sempre di più modello culturale, cioè diventa lo strumento utilizzato per alimentare le diffidenze e le paure, l’unico vero grande strumento di controllo e di soppressione del senso critico.
Non ci salverà l’artificiosa diffidenza, la ripetizioni degli schemi, le logiche che si ripropongono a porte chiuse, le geometrie rappresentative. Non ci salverà rinnegare tutto questo con le parole e non con i comportamenti. Ecco perché penso sia stato un grave errore politico disertare il Congresso fondativo di Sinistra Italiana nel Municipio X di Roma Capitale, soprattutto per i ruoli che alcuni Compagni e Compagne provenienti dalla sezione Berlinguer avevano assunto, con grande responsabilità, nelle direzioni politiche cittadini e regionali, ruoli che sono stati decisi per la storia e per le competenze delle singole Compagne e dei singoli Compagni. La capacità di riflettere e immaginare insieme, tutti insieme, questo era ed è stato il Congresso di Sinistra Italiana del Municipio X che si è celebrato ieri, nonostante tutto. La liturgia di poltrone, la richiesta di ruoli, la pretesa di passi indietro rivolta a coloro che vogliono provare a dare un contributo, è quanto di più deleterio possa esserci.
Un congresso fondativo è il luogo dove conquistare parola comune: per farlo bisogna vedersi, conoscersi, ascoltarsi parlare e darsi la mano. Dovevamo farlo di più, più spesso e non arrivare sulla soglia congressuale senza mai aver alimentato quella contaminazione necessaria e vitale. Non siamo un comitato elettorale, siamo un partito politico.
Fermiamoci un attimo, evitiamo capitolazioni irreversibili e incomprensibili. Non tiriamo una riga con la matita della sufficienza. Partecipare al Congresso non significa solamente contarsi, significa anche provare a costruire una rotta nuova, condivisa, discussa. Non farlo, arrendersi, oltre a determinare amarezza alimenta retro pensieri negativi.
Il Congresso svolto ieri non era né blindato e né autoreferenziale, non era preconfezionato e tutti potevano avanzare un proposta di candidatura da coordinatore o coordinatrice o per il coordinamento.
Aver riconosciuto un ruolo cittadino e regionale ad alcuni Compagni e Compagne della sezione Berlinguer, aver votato nei Congressi il riconoscimento di questi ruoli ed aver sostenuto la proposta delle Commissioni, non era solamente un atto dovuto o banalmente cooptativo, ma si specchiava in una logica meritoria relativa anche alle esperienze di provenienza dei singoli Compagni e delle singole Compagne. Che questi stessi Compagni, nonostante tutto, abbiamo scelto di non confrontarsi al Congresso Municipale e di non sostenere nessuna proposta di Coordinatore o Coordinatrice, lascia una grande amarezza e un grande interrogativo sulla mancata partecipazione, un interrogativo che non trova risposta nemmeno attraverso il comunicato asettico pubblicato e assolutamente privo di un contenuto politico discutibile.
Da ieri inizia un corso nuovo, anche per Sinistra Italiana del Municipio X, alle assemblee municipali tutti potranno partecipare e verranno invitati a farlo, soprattutto quei Compagni e quelle Compagne che oggi hanno deciso di interrompere un cammino comune o di fermarsi per riflettere. Abbiamo posato la prima pietra, la casa della sinistra è tutta da costruire e dobbiamo farlo insieme. Non ci sono porte chiuse per nessuno e nella casa della sinistra non ci saranno ospiti ma Compagne e Compagni che vorranno “condividere il pane insieme”. Con il Congresso Municipale inizia un cammino nuovo, aperto a tutti, partecipato e condiviso, dove tutti dovranno sentirsi coinvolti, dove tutti dovranno avere agibilità politica e dove tutti potranno ritrovare una identità politica.
Questa è Sinistra Italiana X Municipio, costruiamo insieme la casa della Sinistra

Marco Possanzini, Sinistra Italiana Municipio X

 

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