RomaOstia, il racconto dei podisti della Luco Dei Marsi

13/3/2017 – Il racconto di quanto accaduto alla RomaOstia apparso sulla pagina Facebook della podistica Luco Dei Marsi.

“La Podistica Luco Dei Marsi, come di sua abitudine, vuole raccontare a tutti la sua esperienza vissuta “intensamente” in occasione della Mezza Maratona più partecipata D’Italia: Roma/Ostia, giunta ormai alla sua 43esima edizione.
Sono diversi mesi che lo staff della podistica Luco è in movimento per organizzare, al fine di portare più atleti possibile, una buona sistemazione dal punto di vista logistico, anche sulla scorta delle esperienze già vissute nelle precedenti edizioni.
Il cerchio si chiude il sabato per il ritiro dei pettorali di gara, a Roma, e la consegna degli stessi agli atleti, nel nostro sponsor ufficiale Bar Sturnini. Ok Si Parte, appuntamento domenica mattina h6,00. Ben 35 gli atleti sull’autobus, carichi di entusiasmo e poi via h 09,30 tutti sulle rispettive griglie di partenza, a lasciare sull’asfalto della famosa Cristoforo Colombo lo stress e pensieri negativi accumulati. Quel che doveva essere un’allegra mattinata di sport ci presenta il conto… A Lido di Ostia, dove il nostro autobus è stato completamente ripulito di tutti i nostri averi lasciandoci praticamente con quello che si aveva addosso durate la gara. Attendiamo l’arrivo di tutti gli atleti e nel mentre ci mettiamo in comunicazione con le Forze dell’Ordine che, probabilmente avvezze a questo tipo di “servizio” offerto da allegre comunità indipendenti rispetto alla Legge italiana, ci dicono che molto probabilmente i nostri averi sono già in mano a chissà chi. La fortuna/sfortuna vuole che i moderni dispositivi consentono la geolocalizzazione da remoto, per cui l’esatta posizione di alcuni smartphones era palese e facilmente raggiungibile rispetto alla nostra posizione. Temerari? Folli? Sconsiderati? Non lo sapremo mai…fatto sta che l’intero autobus si è diretto nei pressi del campo nomadi a reclamare quanto indebitamente sottratto. Sopraggiungono alcune volanti della Polizia di Stato. Arrivano due mezzi stracolmi di agenti in tenuta antisommossa. Stranamente escono fuori i borsoni, l’abbigliamento tecnico e parte dei documenti. I podisti faticano fino in fondo e, fra quel che resta di anni di espedienti di questi galantuomini sparsi fra campagne, immondizia ed auto bruciate, riescono a recuperare parte della refurtiva.

E’ a dir poco scontato che denaro e telefoni non sono usciti fuori.
Noi non ci fermiamo, noi urliamo con forza che questo scempio non può continuare.

E difficile spiegare come ci si sente a:
1) rimanere un’intera giornata senza nulla… solo chi è podista sa che noi corriamo con quasi niente addosso. Stare diverse ore in balia del vento dopo aver corso una mezza maratona senza poi aver avuto la possibilità di una doccia e/o ricambi, senza pranzo, senza soldi è davvero dura;
2) vedere e avere la certezza che dentro questi campi nomadi lo Stato tollera l’anarchia totale, l’assoluta disobbedienza della Legge dello Stato in cui questi soggetti sono soltanto parassiti e problemi, dove la classe politica non fa nulla affinché LA LEGGE SIA DAVVERO UGUALE PER TUTTI.
3) vedere come le Forze dell’Ordine sono costrette ad operare perché lo Stato di cui sono rappresentanti non li tutela affatto, dove un nomade con la refurtiva in mano e in tasca PUO’ PERMETTERSI IL LUSSO di deridere un poliziotto perché sa che le Leggi che lui infrange in ogni istante della sua vita sono, malgrado tutto, solo e soltanto dalla sua parte.

 

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