Perde il figlio per un malore e spariscono tutti gli effetti personali. L’appello della mamma: “Punite chi ha sbagliato”

23/3/2017 – Perde il figlio per un improvviso malore e non può avere neanche il conforto di avere gli abiti e i gioielli indossati al momento del decesso. È quanto ormai da mesi sta vivendo la signora Alessandra che decisa ad avere giustizia si è rivolta ai carabinieri di Ostia sporgendo denuncia. Tutto ha inizio nel modo più tragico. Alla fine di giugno dello scorso Simone, un ragazzone di 31 anni alto quasi due metri nel tardo pomeriggio esce di casa per una passeggiata con la fidanzata Rossana. Il programma della serata prevede di passare qualche ora insieme, una veloce cena e poi rientrare per non lasciare troppo da sola la mamma che si sta ancora riprendendo da un’emorragia celebrale che due anni prima l’aveva colpita e che l’aveva fatta stare per un mese in coma. Improvvisamente però quella che doveva essere una serata tranquilla cambia improvvisamente. Simone mentre cammina davanti alla posta centrale di Ostia si accascia improvvisamente al suolo. Un malore, improvviso, mai diagnosticato neanche durante la lunga attività sportiva, lo stronca. Inutile l’immediato intervento dei sanitari del 118 che sotto gli occhi di Rossana cercano di salvarlo. Quando infatti Simone arriva al pronto soccorso del G.B.Grassi alle 19,30 il 31enne è già deceduto. “È a questo punto che all’incubo per il dolore per la perdita di Simone si unisce a quello di non avere neanche il conforto di poter stringere gli ultimi vestiti che mio figlio indossava – racconta Alessandra – e la collanina a cui tanto teneva. Più volte ho chiesto di poterli riavere ma ho avuto risposte confuse, contraddittorie e al limite del vergognoso. I responsabili del pronto soccorso hanno scaricato la responsabilità sul personale del 118. Forse credendo che mi sarei accontentata di questa risposta ma non è stato così. Ho quindi scritto all’Ares e mi è stato chiaramente risposto che in ambulanza non è stato fatto lo spoglio del corpo. Cosa confermata oltretutto anche da mia nuora che era a bordo dell’ambulanza. Tutto è avvenuto al pronto soccorso dove non è stata chiaramente rispettata la procedura. Hanno buttato tutto quello che indossava Simone e non vogliono prendersi la responsabilità dell’errore che è stato fatto continuando con il rimpallo delle responsabilità e con il negare quanto accaduto. Non sono stati messi da parte gli effetti personali di mio figlio e senza il minimo rispetto per lui e per le sua famiglia hanno buttato via tutto. Voglio – conclude Alessandra – giustizia. Voglio che chi ha sbagliato paghi. Simili cose non devono accadere. Una mancanza di sensibilità, di rispetto deve essere punita”.

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