Acilia, bambini in lista d’attesa per un posto a scuola ma le strutture non aprono

30/3/2017 – Una situazione ripetutamente denunciata anche dal comitato di quartiere Prato Cornelio quella che oggi Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia torna a segnalare: quella di scuole pronte ma che da tempo non aprono ad Acilia. I motivi? Differenti ma dagli esiti uguali. Mancanza di fondi come per l’asilo nido di via Cesare Maccari dove di fatto, in attesa che il comune prenda in carico la struttura, manca solo l’acquisto degli arredamenti o la “sparizione” dei soldi necessari per il completamento delle strutture come per quella di via Orazio Amato in cui le sterpaglie hanno ormai preso possesso del cantiere abbandonato. Situazioni che avevano portato nelle scorse settimane all’intervento di Luigi De Angelis, presidente del comitato di quartiere Prato Cornelio che puntava il dito proprio sulle lunghe liste d’attesa e sullo spreco di denaro che l’inutilizzo delle due strutture comportava.

“In via Cesare Maccari – spiega Santori – per ovviare alla carenza di posti negli asili nido, proprio di fronte a questa scuola è clamorosamente presente un asilo privato che offre a genitori e bambini quel servizio che in primis dovrebbe essere fornito dal pubblico.
Il secondo caso di sperpero di denaro, invece, riguarda una scuola di via Amato. Il progetto prevedeva l’inizio lavori in data 10/7/2014 la cui consegna sarebbe dovuta avvenire dopo 455 giorni, meno di un anno e mezzo. Sono passati quasi tre anni – continua l’esponente Fdi – ma la struttura risulta ancora incompleta, abbandonata nel degrado e in fase di cantiere nonostante le promesse dei politicanti che si sono succeduti negli ultimi 3 anni. Questa situazione oltre a segnare l’assenza di attenzione da parte delle amministrazioni, costringe tante famiglie a un aggravio di spese che invece sarebbero molto più contenute se vi fossero più scuole pubbliche sul territorio. Non possiamo tollerare che possano esistere strutture pronte ad essere utilizzate ma bloccate a causa di dimenticanze o incompetenza dell’amministrazione, o – conclude Santori – per motivi di burocrazia. Andremo in fondo anche in queste vicende perché vogliamo restituire ai cittadini un diritto che ad oggi viene assurdamente negato loro”.

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