Severini: “Adozione aree verdi migranti. Bene ma sbloccare anche l’iter di affidamento alle associazioni”

16/2/2017 – “L’idea di affidare il Parco di via Scagliosi ai ragazzi del centro di accoglienza di Fiumicino, al di là di qualsiasi idea politica, è interessante per un motivo molto semplice: potrebbe finalmente sbloccare quel piano di ‘adozione’ delle aree verdi da parte di associazioni e cittadini”. Lo dichiara il presidente dell’associazione Crescere Insieme, Roberto Severini. “Progetto questo fermo da troppo tempo ormai, che permetterebbe all’amministrazione di risparmiare sui costi di gestione e ai cittadini di avere aree finalmente manutenute. Un punto sul quale ci battiamo da sempre (sono anni che chiediamo lo sblocco dell’iter) senza però che fino a oggi ci sia stata una vera volontà politica. Va ricordato infatti che è stata proprio questa amministrazione, che oggi si rende disponibile ad affidare il parco di via Scagliosi ai ragazzi del centro di via Bombonati, ad aver allontanato dal Parco di via Siliqua ad Aranova la nostra associazione. I nostri volontari, è bene ricordarlo, se ne prendevano cura gratuitamente acquistando continuamente anche i giochi messi a disposizione dei bambini della zona. Sono 4 anni – prosegue Severini – che preghiamo l’amministrazione di poter tornare a occuparci di quell’area e restituirla ai nostri figli e ai residenti della zona, ma di risposte zero. E come noi ci sono decine di associazioni che chiedono di poter adottare un’area verde o un parco. Mi preme anche sottolineare una cosa. Fermo restando la bontà dell’idea di impiegare i ragazzi del centro di accoglienza di Fiumicino in lavori socialmente utili, mi chiedo come mai ogni qual volta i nostri volontari si siano prodigati a manutenere e strappare dal degrado marciapiedi, strade e aree abbandonate di Aranova in forma gratuita siano stati criticati da rappresentanti dell’attuale maggioranza perché ‘questi lavori spettano all’amministrazione’. Oggi che i ragazzi di via Bombonati fanno la stessa cosa invece tutti ad applaudire. C’è forse qualche differenza?”

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