Fiumicino, oltre 1000 kg di pesce sequestrato

12/1/2017 – Proseguono i controlli volti all’accertamento della corretta vendita del pesce. Nell’ultima settimana capitaneria di porto di Roma, polizia di Stato e polizia locale di Fiumicino e Asl Roma 3 sono tornate sul molo del porto canale e nelle attività commerciali. E l’attività ha portato a un primo sequestro di circa 40 Kg di pesce e molluschi bivalvi dichiarati non edibile, dal servizio veterinario della Asl Roma 3. È stata elevata una denuncia a carico di ignoti per la mancata tracciabilità del prodotto ittico venduto negli ultimissimi giorni di festa per le famiglie. Sempre nel corso della settimana, il personale militare della capitaneria di porto di Roma, nel corso di controlli in una pescheria locale, ha effettuato due sequestri per un totale di 985 kg di pesce. Tra i prodotti sequestrati ci sono rombi, sogliole, mormore, orate, rane pescatrici, soaci, merluzzi, totani, alici, aragoste, arzille, polpi, ecc tutti suddivisi in cassette ma mancanti della tracciabilità. L’attività commerciale è stata quindi punita con due sanzioni da euro 1.500,00 l’una. Ma l’attività delle forze dell’ordine si è concentrata anche sui pescatori che vendono sul molo di Fiumicino, spesso in pessimo stato di conservazione e pericoloso per gli incauti acquirenti. Il pesce da quanto accertato grazie ai controlli congiunti era inoltre venduto senza alcuna autorizzazione che ne autorizza la commercializzazione su area pubblica. Gli accertamenti della Capitaneria di porto di Roma, sotto il più ampio coordinamento della Direzione Marittima del Lazio, anche unitamente alle forze dell’ordine nel porto canale di Fiumicino e nelle altre aree di competenza del Compartimento marittimo di Roma, a salvaguardia della pubblica salute alimentare e a tutela dei consumatori, proseguirà incessantemente. In tale contesto i quasi 800 kg di prodotto ittico non commestibile sequestrato dalla Guardia costiera di Roma è stato avviato alla distruzione e smaltito mentre i 248 kg risultati edibili sono stati destinati in beneficenza a due mense, una che provvede ai pasti dei senza dimora della Capitale e l’altra per le popolazioni colpite dal terremoto.

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