Fiumicino, bilancio di fine anno per l’assessore Paolo Calicchio

1/1/2017 – Le criticità del territorio, il lavoro fatto e quello da fare. Tempo di bilanci di fine anno per l’assessore ai servizi sociali del comune di Fiumicino, Paolo Calicchio. Tanti i temi affrontati a partire dal lavoro fatto per migliorare la vita dei cittadini di un territorio ampio e dalle molte anime e che richiede un lavoro costante.

Assessore può tracciare un bilancio di quanto fatto quest’anno?

Senza dubbio positivo per quanto fatto e per le risorse messe in campo. Con una risposta di grande solidarietà dal mondo delle cooperative e associazioni del territorio. Certo è necessario fare di più. Dare più possibilità ai ragazzi di crescere culturalmente offrendo loro occasioni di approfondimento, di socializzazione e occupazione della loro città. Da questo punto di vista ai ragazzi bisogna dare maggior fiducia. Renderli responsabili e moltiplicare le occasioni di crescita in tutti i sensi. I viaggi della memoria sono solo un esempio, come spero lo saranno anche altri programmi culturali scolastici e sportivi del prossimo anno. Grande soddisfazione mi ha dato il concetto di integrazione della disabilità attraverso lo sport, nuovo per la nostra città ma già ampiamente collaudato altrove. Forse il fiore all’occhiello della nostra città è la palestra gratuita per disabili appena inaugurata recuperando un locale presso le case popolari di via Foce Micina che era in condizioni di profondo degrado. Tutto ciò grazie anche e soprattutto al mondo dell’associazionismo locale che è una buona fucina di generosità.

Cosa ci attende per il 2017?

Vorrei essere ottimista e cercare di infondere speranza ai miei concittadini. L’anno che verrà soffrirà ancora di incertezze economiche e politiche a livello nazionale e anche regionale.. si prospettano le elezioni. Dunque un quadro politicamente ancora non definito. Con l’Europa che corre nella direzione opposta dei popoli. Che non capisce il dramma della immigrazione. Della scarsità dei posti di lavoro. Sarà difficile. Ma ce la faremo. Ce la dobbiamo fare perché abbiamo l’obbligo nei confronti delle nuove generazioni. A loro e per loro dobbiamo realizzare un mondo, una nazione, una città compatibile e vivibile.

Quali sono attualmente le maggiori criticità sul territorio?

Senza dubbio quella della scarsità dei posti di lavoro e leggi nazionali che certo non tutelano i più deboli. Ad essa è legata la crisi delle famiglie che si ripercuote sulla capacità genitoriale di molti. Con conseguenze terribili. Divorzi. Allontanamento dei genitori e figli lasciati allo sbando. Ovviamente chi perde lavoro spesso perde anche casa. In un contesto locale dove gli affitti sono troppo alti. Ci metterei anche un’altra criticità quella dell’ignoranza e della mancanza di cultura generale e in particolare civica che rende la nostra città ancora a livello basso di vivibilità. Ne sono esempi le discariche.. abusi edilizi diffusi. Bisogna fare di più. Come politici abbiamo il dovere di chiedere a chi è sovraordinato di fare di più.

Uno dei problemi che in questo periodo stanno interessando alcune scuole di Fiumicino è quello della presenza di topi. Come state intervenendo?

Nessun piano speciale ma semplice amministrazione per un problema che ha solo bisogno di essere preso sul serio. A cominciare dalle scuole. A cominciare dalla pulizia delle scuole che non dipende dal comune. Abbiamo rodato un buon sistema di comunicazione veloce dei problemi coi dirigenti scolastici che ci permette di intervenire immediatamente. Poi stiamo ponendo maggiore attenzione alle discariche nei pressi delle strutture come è stato per Focene e Maccarese dove gli incivili venivano a scaricare rifiuti di ogni genere che attira i topi. Credo che un pò più di civiltà unita ad una migliore efficienza del sistema possa fare molto. In un contesto campagnolo, perché non dobbiamo dimenticare che la maggior parte dei plessi scolastici è ubicato proprio in campagna, il verde ha i suoi lati positivi e negativi

Cosa augura ai cittadini di Fiumicino per il 2017?

Voglio augurare ai miei concittadini un anno di normalità in cui sia possibile programmare il futuro senza correre dietro ad emergenze o scandali montati ad arte. Anche nel sociale sarebbe utile lavorare senza dover purtroppo correre dietro alle tante emergenze personali e collettive che abbiamo incontrato. Un anno assolutamente normale in cui si possa semplicemente guardare al futuro senza né astio né difficoltà di sorta. Ma con la consapevolezza che si farà il meglio per tutti. Soprattutto per le fasce più deboli e per i bambini.

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