Hcs, saltano le tredicesime. Poi il Pincio fa marcia in dietro a metà

21/12/2016 – Emergenza rientrata in poche ore a Civitavecchia dove questa mattina si è rischiato il caos all’interno delle società municipalizzate a causa della notizia trapelata che non sarebbero state pagate le tredicesime. Una notizia che aveva immediatamente messo in forse il pre-accordo che appena una manciata di giorni fa era stato siglato tra l’amministrazione e i sindacati dei 56 lavoratori della Holding Civitavecchia Servizi. Un “no” arrivato dal commissario giudiziale su proposta del liquidatore Carlo Michi (su cui pende la richiesta di revoca dall’incarico, ndr) in quanto una parte delle tredicesime, infatti, sarebbe maturato in regime di concordato e quindi è lì che andranno a confluire. E anche la parte maturata nei mesi precedenti non verrebbe versata. Una situazione parzialmente rientrata nel corso della mattinata quando dall’amministrazione è arrivata la notizia di un incontro in tribunale e che al termine del quale dal palazzo del Pincio è arrivata la «conferma che Hcs potrà procedere al pagamento delle tredicesime maturate nel semestre luglio dicembre 2016. Hcs predisporrà apposita istanza agli organi della procedura per essere autorizzata al pagamento della restanti somme». Nelle ore precedenti prima del rientro parziale della “crisi” ad intervenire era stata Fabiana Attig dell’Ugl che aveva definito «atteggiamento molto grave e lesivo» la decisione di ipotecare le tredicesime nel concordato e si era detta pronta a ritirare la firma sull’accordo di percorso se il liquidatore Carlo Micchi che aveva proposto l’intervento al commissario giudiziale e su cui pende la richiesta di revoca dall’incarico, non avesse sbloccato le tredicesime. «Giudichiamo intollerabile che, a soli tre giorni dall’accordo di percorso, a sostegno del famigerato piano di concordato – ha spiegato – lo stesso venga totalmente disatteso. Con un atto unilaterale il liquidatore ha fatto veicolare la decisione di non mettere in pagamento le tredicesime mensilità perché inglobate nel piano di concordato. Quindi i lavoratori si troveranno, dopo il Tfr anche la tredicesima mensilità del loro stipendio accantonata nell’intero anno dentro il piano di concordato, azione questa spregiudicata in quanto la si doveva trattare durante l’incontro di venerdì scorso ed invece è stato taciuto».

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