Esplosione di Dragoncello, il quartiere piange Aurora e Debora

29/12/2016 – Le speranze si erano sempre più affievolite con il passare delle ore e quando anche i cani molecolari specializzati nella ricerca di persone vive sotto le macerie avevano lasciato via Giacomo della Marca a Dragoncello in molti avevano capito che per Aurora, 8 anni, e la mamma Debora, 45 anni, non c’erano più speranze. E la conferma è arrivata intorno alle 20,30 quando i vigili del fuoco che per tutto il pomeriggio insieme a carabinieri e protezione civile hanno scavato tra le macerie, hanno estratto dalle macerie il corpo di mamma Debora, maestra di italiano alla Marco Ulpio Traiano di Dragoncello. Poco dopo anche Aurora è stata disseppellita senza vita. Quasi 8 ore di attesa e di preghiera quelle che dalle 14, quando l’esplosione, causata sembra da una fuga di gas, ha devastato la palazzina tutta di proprietà della famiglia di Debora, ha visto papà Massimiliano e il figlio Lorenzo pregare e piangere in un vicino negozio di parrucchiere assistiti dalla Croce Rossa e dagli psicologi. Poi l’arrivo del sindaco di Roma Virginia Raggi che ha incontrato i due e gli assicurato la vicinanza dell’amministrazione. Minuti, ore, che si susseguono mentre il cielo si fa scuro e si accendono le luci delle fotoelettriche e si scava ancora. Alle 22,45 quello che tutti ormai sapevano diventa realtà. Il corpo senza vita di Debora viene estratto sotto gli occhi delle tante di persone, vicini, amici e conoscenti, che ancora affollavano la zona sperando. Poco dopo anche il cadavere di Aurora viene liberato dalle macerie. I due corpi si trovano ora al policlinico di Tor Vergata dove domani verranno sottoposte ad autopsia.
LE CAUSE – All’indomani della tragedia è ora il momento di capire. Capire con certezza perchè sia avvenuta l’esplosione. Dai primi accertamenti effettuati mentre ancora si scavava tra le macerie a causare il crollo sarebbe stata una fuga di gas. Da dove? Ancora non è chiaro. La famiglia originaria dello Sri Lanka, nove persone secondo quanto censito in passato dai vigili urbani, che occupa l’appartamento al piano superiore – insieme a quelli di una famiglia di moldavi e degli zii di Aurora – ascoltata dagli inquirenti avrebbe confermato la presenza solo di una piccola bombola, che in effetti sarebbe stata rinvenuta nel corso delle operazioni di rimozione delle macerie. Difficile che quindi possa essere stata quella a saturare l’ambiente fino allo scoppio che secondo il racconto di zia Silvana, moglie del fratello di Debora, Ezio Catinari, – anche lui estratto vivo e fortunatamente già dimesso dall’ospedale Grassi – e tirata fuori dalle macerie nel corso del pomeriggio di ieri per essere poi trasportata in eliambulanza al Gemelli da dove dovrebbe essere dimessa nei prossimi giorni, sarebbe avvenuto al momento di accendere la luce nel suo appartamento. Locali saturi di gas quindi ma proveniente da dove? Una detonazione che a sua volta avrebbe causato lo scoppio anche della bombola di ossigeno presente nello studio dentistico ospitato al primo piano della palazzina, accanto a quello della famiglia distrutta e a quello di un operaio rumeno, che avrebbe aggravato ulteriormente la situazione.
LE INDAGINI – Questa mattina il pm Mario Palazzi, titolare dell’inchiesta che ipotizza il reato di “disastro e duplice omicidio colposo”, ha effettuato un nuovo sopralluogo, affiderà l’incarico a due ingegneri che dovranno identificare le cause precise dello scoppio. Ieri intanto i tecnici dell’Italgas hanno confermato che la loro rete non risulta essere stata manomessa. Mentre proseguono gli scavi che devono fare i conti con il vento che per tutta la giornata ha soffiato sul litorale anche la polizia locale sta lavorando a pieno ritmo. Oltre alla mobilitazione dei numerosi agenti provenienti da vari gruppi territoriali (scorte ai veicoli di soccorso, alle personalità e chiusure con gestione del traffico veicolare), la Polizia di Roma Capitale si è sin da subito occupata delle ricerche anagrafiche e di verificare eventuali necessità di assistenza alloggiativa a tutte le persone coinvolte. Già da ieri sera, in collaborazione con la Protezione Civile di Roma Capitale, tre persone sono state subito assistite e collocate presso il “Residence Parco Salario”. Stamane sono in corso verifiche sugli stabili adiacenti alla palazzina per fornire eventuale assistenza ad altre persone, circa sei, che hanno avuto i propri appartamenti danneggiati dall’esplosione di ieri. Anche oggi, come stanotte, le strade attorno a via Giacomo Della Marca rimarranno interdette al traffico per garantire i movimenti dei mezzi di soccorso.

AURORA DEBORA

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