Il comitato Salviamo il Parco della Madonnetta scrive a Beppe Grillo

18/12/2016 – Hanno preso carta e penna e hanno scritto a Beppe Grillo. Sono gli aderenti al comitato “Salviamo il Parco della Madonetta” che ormai da tempo si battono per la salvaguardia del punto verde qualità. «Caro Beppe, se 1 vale 1, perchè a Roma 1 dirigente comunale vale più di 12.000 cittadini? 12.000 cittadini hanno firmato una delibera di iniziativa popolare per salvare il più grande dei Punti Verdi Qualità di Roma, il Parco della Madonnetta.
1 solo dirigente ha la possibilità di fregarsene, con fare sprezzante, sia nei confronti dei cittadini che dei loro rappresentanti.
E dove sono a difenderli coloro che hanno vantato le qualità del Parco, riportandole anche in un libro (“E io pago” di Daniele Frongia, attuale vice-sindaco di Roma)?
E dove sono coloro che sostenevano la necessità della legalità?
E dove sono coloro che dovrebbero guidare politicamente il Comune?
Perchè non si dà seguito alla delibera e non vengono ufficializzati i pareri degli uffici che ne impediscono il regolare corso?
Perchè vengono negate risposte alle richieste ufficiali del Comitato, che nel 2015 si è costituito per salvare il parco? Perchè al gestore è stato negato l’accesso alle stesse condizioni economiche della maggior parte degli altri concessionari?
Perchè lo spoglio di cui è stato oggetto il gestore non è stato attuato anche per gli altri concessionari nelle sue condizioni? Questo spoglio sta portando alla distruzione del centro sportivo (futuro cespite comunale!), ed allo scadimento del servizio pubblico da sempre esemplare.
Perchè il Comune non ha applicato la sentenza del TAR che gli aveva riconosciuto la qualifica di Concessionario di Lavori Pubblici e quindi il diritto al riequilibrio del piano economico finanziario?
La situazione dei Punti Verdi Qualità è sicuramente complessa, ed è per questo che il Comitato ha richiesto di differenziare gli approcci risolutivi, considerando che questo parco, grazie al suo gestore, ha un valore ed interesse pubblico ben superiori al mero valore di compendio immobiliare, unico metro di misura degli uffici comunali.
Il Comitato si rende conto delle difficoltà di gestire una città che la politica ha abbandonato all’illegalità. Ma la complessità del problema non può diventare la scusa per non fare. E se, correttamente, si pretende di seguire la legalità, allora si diano risposte alla delibera di iniziativa popolare da noi presentata nel 2015. 12.000 persone hanno creduto di poter vedere finalmente un cambiamento dei comportamenti della classe politica. Non devono rimanere delusi anche dall’attuale amministrazione».

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