Nasce a Fiumicino la prima palestra per la boxe per i disabili

5/11/2016 – Da locale completamente degradato a centro sportivo a disposizione dei ragazzi disabili di Fiumicino. È questa la rinascita di alcuni locali delle case Ater di via Porto di Claudio che da giovedì si sono trasformate nella prima palestra di boxe per i disabili. Un lungo iter quello che ha portato al taglio del nastro. «I locali – spiega Paolo Calicchio, assessore ai servizi sociali del comune di Fiumicino – erano in condizioni di estremo degrado. Per la loro riqualificazione, a costo zero sia per l’amministrazione che per l’Ater, la onlus Traiano Boxe disabili ha avuto la collaborazione di molte realtà cittadine che hanno contribuit0 alla raccolta di fondi per raggiungere questo importante risultato. Per tre volte a settimana quindi i ragazzi disabili potranno praticare “la nobile arte” ma non solo. Il locale infatti spiega Calicchio “sarà a disposizione a prezzi bassissimi anche dei ragazzi del complesso Ater, sempre per l’attività sportiva, e vogliamo metterlo a disposizione anche degli anziani che potranno qui fare ginnastica posturale». Un cammino complesso quello che ha portato alla nascita della nuova palestra. Nata grazie alla collaborazione tra l’assessorato di servizi sociali e l’Ater per l’analisi dei vari progetti proposti per i locali di via Porto di Claudio, lavoro proseguito mese dopo mese fino all’incontro con il Team Boxe Rondinella che ha proposto quella che è stata riconosciuta subito come un’idea vincente e ha incontrato l’approvazione di tutti: Comune, Ater e residenti. Così l’ex magazzino è rinato. «Tale progetto è una vittoria di tutti, e soprattutto dei 15 ragazzi disabili e dimostra anche che quanto la collaborazione di tutti, perchè tante sono le realtà che hanno portato al taglio del nastro, sia necessaria nel nostro territorio per ottenere e realizzare grandi progetti sociali. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro, in primis Ater e Team Boxe Rondinella, che hanno partecipato alle creazione di questa piccola ma grande realtà».

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