Ladispoli, botta e risposta Comune associazioni sui locali del teatro

12/10/2016 – Una giornata all’insegna del “botta e risposta” tra l’amministrazione di Ladispoli e le associazioni Associazione Animo Onlus – Associazione Humanitas Onlus. Al centro della polemica la richiesta dell’assessore alla cultura del Comune di Ladispoli per permettere lo svolgimento delle prove generali per l’inaugurazione del Teatro Massimo Freccia. Una richiesta che aveva suscitato lo sdegno del Direttivo Animo Onlus che aveva spiegato come «siamo da due anni nel retropalco di un luogo non adibito agli scopri del nostro progetto. Siamo in attesa di un sopralluogo per la nuova sede che da settimane ci promettono e mai portano a compimento». A rispondere puntuale ieri il comune di Ladispoli. «L’amministrazione comunale ospita da oltre otto anni in locali di proprietà pubblica diverse associazioni umanitarie. L’associazione Animo ha sempre avuto a disposizione locali comunali e li ha tuttora, senza che all’Associazione fosse richiesta alcuna domanda scritta e senza che fosse stato emanato un bando. Invece di prendere atto pubblicamente di questa disponibilità, l’associazione ha ripetutamente attaccato l’amministrazione, pur continuando ad usare i locali. L’amministrazione, attraverso l’Ala Servizi, ha già pubblicato un bando per un locale di 250 metri quadrati disponibile per associazioni sociali e umanitarie. I locali di via Milano – via Bracciano sono ugualmente disponibili ma il bando è stato sospeso dopo che i locali stessi sono stati danneggiati da gravi atti di vandalismo». Nella serata di ieri l’ennesima controbattuta firmata dall’Associazione Animo Onlus e dall’Associazione Humanitas Onlus. «Forse non è chiaro che queste due associazioni non stanno portando avanti progetti ricreativi o culturali ma stanno fronteggiando sul campo una vera e propria emergenza sociale. Non stanno chiedendo una sede stabile per sfizio o per un’impuntatura, ma perché ritengono urgente e necessario un luogo fisico dove la partecipazione organizzata dei cittadini nel sociale possa prendere corpo in maniera strutturata e progettuale. La replica stizzita e poco elegante dell’amministrazione ci conferma nuovamente che chi l’ha scritto non conosce la vera natura del problema e i motivi che ci hanno portato a chiedere una sede idonea e stabile».

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