Fiumicino, quanto centri di accoglienza sono previsti nel comune?

19/9/2016 – «Quanti altri centri di accoglienza sono previsti nel comune di Fiumicino?» A domandarlo in un’interrogazione rivolta al primo cittadino è il Movimento 5 Stelle. «Dalla lettura degli atti ufficiali – spiegano dal M5S – emergono chiaramente alcuni interrogativi che abbiamo sintetizzato in una interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco Montino. Il 5 maggio 2016 il prefetto di Roma Gabrielli scriveva una nota al Sindaco di Fiumicino chiedendo disponibilità per ospitare ulteriori 112 immigrati oltre a quelli già presenti sul nostro territorio. Nella nota prefettizia era indicato chiaramente che qualora il Comune di Fiumicino non avesse accolto la richiesta di ospitalità, la Prefettura sarebbe stata autorizzata a rivolgersi direttamente ai privati che sul territorio sono proprietari di immobili disponibili, per mezzo di un Bando di Gara, senza più passare attraverso il controllo dell’amministrazione comunale. Perché allora Montino ha risposto al Prefetto che il Comune di Fiumicino non era disponibile all’accoglienza di altri profughi, ben sapendo che così avrebbe dato via libera ai privati? Inoltre la nota della prefettura parla di 112 ospiti, e considerato che il centro di accoglienza di via Bombonati ne può ospitare un massimo di 50, dove verranno alloggiati i restanti 62? È vero che è in previsione un nuovo bando e un altro immobile privato nel nostro Comune verrà destinato a centro di accoglienza? Se sì, quali potrebbero essere le strutture possibili?» Montino avrà ora 30 giorni per rispondere all’interrogazione dei pentastellati e fornire i chiarimenti che la comunità cittadina chiede. «La comunità fiumicinese è sempre stata storicamente accogliente nei confronti dei nuovi arrivati e non merita etichette e condanne – dichiara la portavoce del M5Stelle Velli che conclude – legalità, trasparenza e controlli su strutture, persone e procedure, sono le basi fondamentali senza le quali non è possibile costruire un reale processo di integrazione».

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