Manutenzione case popolari, lavori bloccati per intervento dell’Autorità anticorruzione

25/9/2016 – Ritardi nei lavori di manutenzione ordinari, condizioni sempre più critiche nello “stato di salute” delle case popolari di Ostia. Due fattori da sempre al centro delle denunce degli inquilini di Roma Capitale e che continuano a restare senza ascolto. A causare lo stop agli interventi di manutenzione ordinaria e dell’impiantistica, e a bloccare il bando che poco più di un anno fa era stato fatto dall’amministrazione comunale è stato l’intervento dell’Anac, l’autorità anticorruzione, che nell’esaminare le offerte giunte per la manutenzione delle strutture popolari ha riscontrato irregolarità. In particolare l’Anac avrebbe appurato «evidenti collegamenti societari» tra le ditte in gara che per questo motivo sono state escluse dalla gara e denunciate all’autorità giudiziaria. Un intervento quello dell’autorità anticorruzione che nei giorni scorsi è stato affrontato nel corso di una seduta della commissione Patrimonio presieduta dalla pentastellata Valentina Vivarelli. Un incontro nel quale è emersa da tutti gli schieramenti politici la necessità di interventi rapidi e il fatto che l’assenza di interventi di manutenzione ordinaria da «più di un anno rischia di determinare interventi straordinari ben più costosi». Ritardi che hanno portato nel frattempo all’affidamento ai singolo municipi dei fondi, circa 40mila euro, che però rischia di «diventare iniquo – ha continuato la Vivarelli – poichè alcuni investono di più e altri meno». Un bando che arriva dopo circa 10 anni di rinnovi dell’affidamento alla Romeo Gestioni che ogni anno costava alle casse comunali 11 milioni di euro. Poi la decisione dell’assessore Nieri di disdire il contratto e di affidare alla stessa amministrazione la gestione del servizio soprattutto per il settore case popolari e il bando alla fine del 2014 e diviso in 4 lotti per un totale di 6 milioni di euro. A gara pubblicata tutto sembra scorrere regolarmente con l’arrivo delle offerte e a luglio 2015 un’aggiudicazione provvisoria. Poi il doppio intoppo. Il primo quello che arriva tramite una nota della Prefettura dell’ottobre 2015 con cui annuncia la revoca della certificazione antimafia a sei aziende, due delle quali erano quelle che si erano classificate ai primi posti. Altra tegola è quella che arriva il 6 aprile dall’Anac, e come destinatario vede l’ex commissario Tronca. Proprio in quest’ultima nota l’Autorità anticorruzione segnala le anomalie riferite ad altre imprese partecipanti che nella documentazione presentata avrebbero negato collegamenti tra di loro e da quanto appurato «tentavano di spartirsi l’appalto giocando sui ribassi ». Quindi, tutto da rifare almeno fino a luglio quando è stato redatta una nuova graduatoria. Ed ora entro la fine dell’anno finalmente nelle case popolari potrebbero arrivare gli operai per realizzare quegli interventi tanto attesi.

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