Acilia, acque nere nei giardini condominiali

9/9/2016 – Un odore nauseabondo di escrementi che da una settimana avvolge tutti i piani inferiori delle palazzine. Rigurgiti di acque nere dai bagni e tombini dai quali esce melma dalla quale si alza un olezzo insopportabile. È quello che accade nel complesso di case popolari di via Telemaco Signorini 10 ad Acilia. Da venerdì scorso, ma nel corso degli anni la situazione si è più volte ripetuta, dalle fognature hanno iniziato a uscire dei liquali provenienti dal sistema di scarico delle acque nere. «La causa – spiega Samanta, una delle residenti – è da individuare nella fogna principale presente su strada che ormai otturata a causa non riesce più a smaltire le acque reflue provenienti dalle nostre palazzine. Gli scarichi quindi, trovando un “tappo”, tornano indietro ed escono non solo dai tombini presenti nel giardino condominiale ma risalgono anche dai bagni delle abitazioni al primo piano. Una situazione che non può proseguire perché in queste palazzine ci sono persone disabili, anziani malati e anche io che oltre ad avere due figlie piccole sono al settimo mese di gravidanza e tutti questi miasmi di certo non mi fanno bene”. In questi giorni abbiamo contattato tutti per cercare di trovare una soluzione. Dai carabinieri ai vigili del fuoco, passando per gli uffici della ditta che ha in carico la manutenzione degli edifici ma da tutti abbiamo ricevuto risposte negative. Ieri abbiamo infine contattato la polizia locale e fortunatamente ci hanno aiutato contattando l’ufficio tecnico che oggi (ieri ndr) dovrebbe inviare degli ispettori per verificare gli interventi da effettuare». E la promessa è stata mantenuta. Nella tarda mattinata di ieri infatti, dopo un primo sopralluogo gli operai della ditta appaltatrice del Municipio sono infatti intervenuti con un autospurgo. In poche manciate di minuti i tecnici sono riusciti a risolvere una situazione che stava creando enormi disagi ai residenti delle palazzine popolari. «La speranza ora è che venga avviata una manutenzione costante della fognatura – conclude Samanta – altrimenti il rischio è quello di ritrovarci nella stessa identica condizione in poco tempo».

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