Infernetto, costretto a lavorare 24 ore su 24 in frutteria per un letto sotto la frutta

27/8/2016 – Costretto a lavorare 24 ore su 24 per una paga di appena superiore all’euro l’ora e un giaciglio sotto i banchi della frutta. A scoprire la vicenda che riporta indietro la mente ad un’altra epoca sono stati gli agenti della polizia locale del X gruppo. Tutto è partito da un controllo per una maggiore occupazione di un negozio di frutta e verdura aperto 24 ore su 24 in via Torcegno all’Infernetto. Nel corso dell’accertamento scattato all’alba di questa mattina, gli agenti dei gruppi SPE e X gruppo, si sono trovati davanti al lavorante egiziano, immerso nel sonno in un giaciglio di fortuna, composto da cartoni e coperte, posizionate sotto i banchi di vendita del negozio aperto. Cassette di mele e susine quelle che costituivano il panorama che notte dopo notte l’uomo, in Italia da circa 3 anni, si trovava a guardare dal suo letto di fortuna e da dove doveva essere pronto a servire eventuali clienti notturni della frutteria. Il tutto per un compenso di appena 250 euro a settimana. Per il titolare dell’attività commerciale, un egiziano di 27 anni, oltre a numerose contravvenzioni per oltre 12000 euro, è scattata anche un’indagine di natura penale sullo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e sulle violazioni della normativa sul lavoro. Dal controllo dei caschi bianchi di via Capo delle Armi è infatti emerso, che al “lavorante” risultato essere privo del permesso di soggiorno, veniva dato un “compenso” di 1,30 euro l’ora e un giaciglio di fortuna, per una prestazione lavorativa pari a 24 ore giornaliere, festivi inclusi.

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2 COMMENTI

  1. Le sanzioni economiche non servono a nulla per chi non ha niente da perdere: molto più efficaci i sigilli all’attività ed il ritiro della licenza. Hanno praticamente monopolizzato il settore (e gestiscono anche altri punti vendita in zona es. in Via E. Wolf Ferrari) che fanno concorrenza sleale agli altri commercianti (sfruttando per es. il personale ) e comunque sono tutti collegati come un “gruppo di acquisto” agli altri punti vendita sparsi un po’ dovunque. Infine le condizioni igieniche sono discutibili: tagliano frutta e verdura all’aperto (occupando abusivamente suolo pubblico), senza guanti e precauzioni varie con la sigaretta accesa in bocca, intasano cassonetti, marciapiedi e parcheggio con i loro rifiuti senza differenziare, insomma non vi fidate (anche per la dubbia origine della merce).

  2. Le sanzioni economiche non servono a nulla per chi non ha niente da perdere: molto più efficaci i sigilli all’attività ed il ritiro della licenza. Hanno praticamente monopolizzato il settore (gestiscono anche altri punti vendita in zona es. in Via E. Wolf Ferrari) e fanno concorrenza sleale agli altri commercianti (sfruttando per es. il personale ), comunque sono tutti collegati come un “gruppo di acquisto” agli altri punti vendita sparsi un po’ dovunque. Infine le condizioni igieniche sono discutibili: tagliano frutta e verdura all’aperto (occupando abusivamente suolo pubblico), senza guanti e precauzioni varie con la sigaretta accesa in bocca, intasando cassonetti, marciapiedi e parcheggio con i loro rifiuti senza differenziare, insomma non vi fidate (anche per la dubbia origine della merce).

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