Ostia, il mare raggiunge la strada. Lungomare a rischio

14/7/2016 – Il mare continua a incutere timore e continua giorno dopo giorno a mangiare le spiagge di Ostia. Una situazione ormai gravissima quella de La Nuova Pineta – Pinetina dove le onde si sono spinte sotto l’asse stradale del lungomare. Basta infatti infilarsi nella cavità lasciata libera dalla sabbia portata via della mareggiate per trovarsi davanti al “palancato” che sostiene la strada rendendo di fatto solo una questione di ore il cedimento dell’asfalto con tutte le pesantissime conseguenze per la viabilità che ne deriverebbero. Una scena simile a quella che si presentò cinque anni fa quando a causa dell’erosione era possibile scorgere attraverso le caditoie il sottostante mare. In quell’occasione furono eseguiti interventi di consolidamento che però non risolsero la causa del crollo. Una situazione fino ad ora forse sottovalutata da molti perché limitata ai soli stabilimenti balneari ma che in poche manciate di giorni, perché i tempi sono questi anche in vista della prossima ondata di maltempo, potrebbe assumere una connotazione ben più grave. Da tempo, Franco Petrini, gestore della La Nuova Pineta-Pinetina chiede che vengano adottati seri interventi in grado di fermare l’avanzata del mare. «Purtroppo qui è necessario effettuare un intervento molto più consistente rispetto a quello che un ripascimento morbido può fare nel breve periodo – spiega – e che più rappresentare solo una soluzione temporanea. In passato era stato realizzato e appaltato un lavoro per la realizzazione di un intervento misto tra riporto di sabbia e posizionamento dei pannelli a T, ma purtroppo non è stato fatto e sapevamo tutti a quali conseguenze saremmo andati incontro. Lo studio c’è, ci fu sostegno di molti balneari e della città, ci fu una gara e un finanziamento, (5 milioni 800mila euro i fondi messi a disposizione del progetto realizzato dal l professor Leopoldo Franco, docente di ingegneria costiera dell’Università di Roma Tre, ndr) poi però ci furono anche delle perplessità per il dopo lavori e saltò tutto». Tutto fermo tranne il mare che continua ad avanzare e che fino ad ora nella struttura di Petrini ha causato danni per oltre 200mila euro demolendo decine di cabine. 

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