Ostia, corruzione, in manette Antonio Franco, ex dirigente del commissariato Lido

29/7/2016 – Ai domiciliari Antonio Franco, ex dirigente del Commissariato Lido. Al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, questa mattina gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa il 28 luglio 2016, a carico del dirigente attualmente trasferito presso la Questura di Lucca. A Franco è contestato di aver nel suo ruolo di dirigente del Commissariato, pubblico ufficiale, “per la vendita della sua funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio anche sotto il profilo della violazione dei doveri di imparzialità della pubblica amministrazione. Nell’intervenire a seguito di controlli nelle sale giuochi gestite da Mauro Carfagna, effettuati dai poliziotti del Commissariato da lui diretto, per risolvere le questioni insorte, assicurando un esito favorevole delle procedure amministrative attivate o, comunque, di minore pregiudizio;
A Franco è inoltre è stato contestato di aver informato Carfagna del controllo imminente presso la sala giochi Star Vegas di via delle Canarie 2, programmato ed eseguito l’11 gennaio di quest’anno, e nel suggerire le condotte elusive da intraprendere al fine di occultare le irregolarità; 

Inoltre nell’ordinanza a carico dell’ex dirigente del “Lido di Ostia” è indicato come Franco si sarebbe adoperato – anche sollecitando altri appartenenti alla polizia in servizio presso uffici diversi – per la rapida e positiva conclusione di pratiche di interesse del Carfagna riceveva il pagamento del canone mensile di locazione dell’appartamento in Ostia, via Orlando 52 che Franco utilizzava per incontrarsi con la donna, giornalista del territorio, con la quale intratteneva una relazione amorosa.

L’attività di indagine ha evidenziato la pericolosità sociale di Carfagna, inserito in un contesto criminale lidense di indubbio spessore: dall’attività tecnica condotta sono, infatti, emersi i contatti e la costante presenza presso le sale giochi da lui gestite di esponenti della criminalità di Ostia, quali Roberto Pergola e Ottavio Spada, detto Marco. Quest’ultimo, in particolare, è diventato una sorta di protettore e socio occulto delle sale gioco di Carfagna: gestisce il bar ubicato all’interno di una di esse, anche se formalmente tale attività di ristoro risulta inattiva; immette del denaro per l’ordinaria gestione dell’attività commerciale; a lui spettano le decisioni anche sul personale impiegato nelle sale gioco; inoltre la sua presenza, quasi fissa, all’interno delle predette sale, è ritenuta indispensabile da Carfagna per non avere nessun problema coi diversi pregiudicati che le frequentano.

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