Ostia Nuova si stringe attorno alla famiglia di Alessandro De Simoni

28/7/2016 – Un quartiere che si stringe attorno ad una famiglia distrutta. La famiglia di Alessandro De Simoni, il 27enne morto martedì a causa delle lesioni causate dai pugni inferti dal 25enne Simone Meddi durante un violento pestaggio avvenuto in via delle Ancore ad Ostia Nuova. Tante, tantissime le persone che in questi giorni hanno dimostrato la propria vicinanza alla mamma di Alessandro e ad Ada la fidanzata. Striscioni, fiori e lanterne per ricordare un giovane che nonostante un passato turbolento, era riuscito a tornare sulla retta via ed era amato e benvoluto da tutti. Una morte assurda quella del 27enne che aveva avuto come unica colpa quella di aver voluto mettere pace in una lite tra la sua compagna e quella del fratello minore di Simone. Tanti i fiori, le frasi scritte su fogliettini e gli striscioni che in questi giorni sono stati affissi sul luogo dell’aggressione «Ciccio porta il tuo splendido sorriso fin lassù ed insegna agli angeli a sorridere» e ancora «Cugì non te dimenticherò mai, te vojo bene. Tuo Billy». Ieri sera nel frattempo i residenti di Ostia Nuova sono scesi in strada in una fiaccolata che ha percorso via Enea Picchio per poi liberare in cielo alcune lanterne accompagnate da un lungo applauso. Mentre il quartiere continua a piangere il suo Alessandro l’inchiesta sulla sua morte prosegue a pieno ritmo. È stata già infatti effettuata l’autopsia presso il San Camillo e i risultati sono stati chiari. La morte del 27enne è stata causata da una grave frattura cranica causata dai colpi ripetuti inferti da Simone con l’ausilio di un tirapugni. Un’aggressione brutale che non si era fermata neanche quando la vittima era caduta in terra. I colpi avevano trasformato il volto del giovane in una maschera di sangue. Trasportato all’ospedale romano era stato sedato e messo in coma farmacologico anche se i sanitari avevano fin da subito spiegato che le possibilità che il ragazzo potesse riprendersi erano pressoché nulle. Due giorni di lotta e poi martedì la dichiarazione di morte celebrale e la decisione da parte dei genitori di autorizzare la donazione degli organi.

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