Asl Rm 3, niente stipendi per i dipendenti delle ditte di pulizia

23/7/2016 – Un’estate all’insegna delle ristrettezze economiche per i dipendenti della società Ma.ca. srl, la ditta vale a dire responsabile del servizio di pulizia dei servizi ospedalieri e delle strutture socio sanitarie e tecnico/amministrative della Asl Rm 3. I lavoratori non hanno infatti ricevuto lo stipendio del mese di giugno e il pagamento della quattordicesima. Una situazione denunciata dai delegati del Cobas Cesare Morra, Paolo Paolacci e Claudia Piermaria. «Tale situazione – spiegano – era venuta a crearsi già in passato e aveva visto la protesta dei lavoratori a causa dei ritardi nel pagamento degli stipendi. Situazione resa ancor più grave dal continuo, ingiustificabile e vergognoso rimpallo di responsabilità tra la Ditta e, soprattutto, tra la Asl e la stessa Regione Lazio che avevano, e hanno, il compito e il dovere, essendo organi committenti, di verificare e controllare, non solo la regolarità e la qualità degli interventi e dei servizi offerti, ma anche che, questi, vengano svolti ed effettuati nel pieno rispetto delle regole, dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori direttamente interessati. Il Cobas Asl Rm 3, – spiegano – considera grave il reiterarsi di pesanti e lesivi comportamenti, in violazione di fondamentali diritti, nell’esprimere la  piena e totale solidarietà alle lavoratrici e dei lavoratori, chiede che vengano attivate tutte le procedure tecnico-amministrative e giuridiche nei confronti della ditta appaltatrice, al fine di poter garantire, sia i livelli occupazionali, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, nonché i necessari e fondamentali servizi di pulizia e sanificazione in tutte la strutture e i servizi della Asl Rm 3. Ciò anche al fine che tali gravi inosservanze e inadempienze possano rappresentare elemento di valutazione in eventuali nuove procedure per l’affidamento di servizi alle Ditte che si sono rese responsabili di tali comportamenti». I sindacalisti concludono esprimendo preoccupazione che tale stato di cose possa inevitabilmente avere gravi conseguenze e ricadute, non solo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche nei confronti dei cittadini che si rivolgono alle strutture e ai servizi socio sanitari e dei pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere, a causa di un’eventuale riduzione delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate, appunto, alla ditta appaltatrice.

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