Fiumicino, maxi sequestro di Khat, la “droga dei poveri”

16/7/2016 – Poteva sembrare poco più di una innocua insalata. In realtà quella posta sotto sequestro dai finanzieri del comando provinciale di Roma all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino era in realtà “catha edulis” meglio nota come “khat”. Quaranta i chili della “droga dei poveri” come anche è conosciuta, che i finanzieri hanno scoperto al momento del fermo dei “corrieri”. Due i fermati: il primo, un lituano proveniente da Nairobi e diretto a Zurigo, aveva pensato di farla franca percorrendo una rotta apparentemente insospettabile con scalo a Abu Dhabi e Fiumicino; nei due bagagli da stiva le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, coadiuvate dal Servizio di Vigilanza Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno rinvenuto 36 chili della pericolosa pianta, trasportati senza alcun particolare accorgimento. L’altro corriere, un etiope partito da Addis Abeba e giunto a Roma per poi dirigersi in Sardegna, aveva con sé – occultati nel doppiofondo del bagaglio – oltre cinque chili di droga, probabilmente destinati alle piazze di spaccio delle rinomate località turistiche isolane. I due corrieri sono stati denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Civitavecchia e dovranno rispondere di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il “khat”, è una nuova sostanza stupefacente proveniente dall’Africa. In crescente diffusione tra i consumatori europei, mentre in Italia arriva con una certa regolarità da almeno tre anni. Un fenomeno controverso perché se in Italia è illegale in altri paesi europei non lo è ancora. Il khat, le cui foglie provocano stati di eccitazione ed euforia che portano alla dipendenza ma differentemente dalle anfetamine, però, la dipendenza da khat non produce assuefazione e sintomi di astinenza sono rari.

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