Ostia Comune, presentata la comunicazione alla Regione

19/6/2016 – Si torna a parlare di Ostia Comune. L’iniziativa, o meglio “La Terza via” ad un’amministrazione contesa tra Raggi e Giachetti, è stata presentata nei giorni scorsi. A presentare alla Regione Lazio la proposta di Legge regionale di iniziativa popolare per l’istituzione del Comune di Ostia è stato Andrea Garelli, noto chirurgo romano, presidente del comitato promotore “Città di Ostia” che punta proprio alla “separazione” amministrativa del X Municipio da Roma. Nei giorni scorsi Garelli ha infatti presentato la comunicazione dell’avvio della raccolta firme, insieme a tutta la documentazione necessaria, che se raggiungerà le sottoscrizioni necessarie, 10mila, verrà seguita da un referendum che verrà presentato ai cittadini del litorale romano e del suo entroterra. Non è la prima volta che la spinta autonomista porta a consultare i residenti del X sulla possibilità di diventare cittadini di un nuovo comune. Nel 1989 infatti l’allora comitato promotore portò i lidensi alle urne che però bocciarono la proposta. Un nuovo “no” quello che dieci anni dopo arrivò nuovamente. I tempi non erano ancora maturi. Oggi però a 17 anni di distanza e dopo lo tzunami dell’inchiesta di Mafia Capitale forse le cose sono cambiate. A pesare soprattutto è l’accusa che in molti hanno rivolto all’amministrazione capitolina di aver voluto infangare il Lido per distogliere l’attenzione da quello che avveniva nell’aula Giulio Cesare. Di aver sciolto per mafia un municipio che in realtà lo era già da alcuni giorni e soprattutto di aver voluto “appiccicare” l’etichetta di mafiosi ai lidensi. Ma soprattutto, con il successivo commissariamento, di aver lasciato il X Municipio immobile puntando ancora l’attenzione su problemi, come gli abusi edilizi degli stabilimenti balneari, da pochi, anzi pochissimi, ritenuti come una piorità. Ostia, se si raggiungeranno le 10mila sottoscrizioni, e se il referendum sarà valido potrebbe avere quindi un suo sindaco e una giunta ma soprattutto potrebbe finalmente poter puntare su quelle risorse naturali, archeologiche e culturali che attualmente a causa dell’“ingerenza” romana non è stato possibile valorizzate adeguatamente. 

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