Cpo, sempre più a rischio la struttura. Il 21 chiude un altro piano?

16/6/2016 – Sembra essere scritto il destino del Cpo. E il 21 giugno un nuovo passo in questa direzione potrebbe essere drammaticamente compiuto. Nel corso di una riunione tra gli infermieri e il direttore sanitario infatti, quest’ultimo avrebbe confermato come intorno al 21 giugno un piano di degenza verrà chiuso. Un’ipotesi questa che trova giorno dopo giorno conferma dall’assenza di ulteriori ricoveri che stanno svuotando la struttura. Dei 28 posti disponibili infatti sono 18 sarebbero occupati e nei prossimi giorni dovrebbero ridursi ulteriormente di 4 unità. I 14 restanti a questo punto dovrebbero essere raggruppati su un solo piano lasciandone di fatto vuoto uno intero. “La motivazione ufficiale – spiega Lucio Di Camillo, delegato Uil Fpl – è la carenza di personale per il periodo estivo causa ferie, anche se non siamo a conoscenza di documenti scritti che attestino la chiusura provvisoria. Oltretutto in questi giorni stanno inviando la cooperativa di infermieri presente al Grassi, perché non inviarla anche dopo il 21 ed evitare la chiusura?”. Una chiusura che nelle scorse settimane l’Amo, l’associazione mielolesi Ostia, aveva cercato di scongiurare arrivando a incatenarsi davanti alla struttura di viale Vega. Ad inizio mese a rassicurare gli animi era stato il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin che in visita nel X Municipio aveva voluto fare tappa anche al Cpo. “Molti cittadini – aveva detto il ministro – mi hanno chiesto notizie in merito al possibile ridimensionamento dell’ospedale Grassi e del CPO di Ostia. Sono voci completamente infondate. Una disinformazione che crea allarme sociale. Non solo il Grassi verrà potenziato come hub – ha aggiunto Lorenzin – abbiamo appena stanziato 260 milioni di euro ex art. 20 per la Regione Lazio, e è previsto un potenziamento dell’ospedale Grassi, ma anche il CPO è in fase di ristrutturazione e di un potenziamento di 28 posti letto, oltre allo spostamento dentro al CPO dell’emodialisi quindi con un ulteriore rafforzamento dell’assistenza per i cittadini del territorio”. Parole che al momento attuale sembrano essere promesse al vento. A fine mese si sarà se la chiusura verrà effettuata o meno e se il Centro Paraplegici di Ostia sarà destinato a perdere un ulteriore tassello di quell’eccellenza che lo aveva trasformato in un punto di riferimento nel centro Italia.

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