Ostia, attesa per i risultati dell’autopsia sul corpo di Paola Ferri

10/6/2016 – C’è attesa per i risultati completi dell’autopsia in corso sul corpo di Paola Ferri, la 48enne morta lunedì mentre si trovava in barca insieme al compagno 34enne, Marco. Giovedì nel frattempo presso l’istituto di medica legale dell’Università di Tor Vergata è iniziato l’esame autoptico dal quale sarebbe emerso fino a questo momento la presenza di acqua nei polmoni della donna. Questo implicherebbe che il decesso sarebbe avvenuto per annegamento considerato anche che la donna non sapeva nuotare. Il malore avuto in barca, secondo quanto raccontato dal compagno ascoltato ripetutamente dagli uomini delle forze dell’ordine, non l’avrebbe uccisa ma le avrebbe fatto perdere i sensi. Fatale la lunga permanenza in acqua che l’avrebbe uccisa prima che il corpo venisse trascinato a largo dove poi era stato recuperato dalla guardia costiera. Ma gli inquirenti, guidati dal pm Carlo Lasperanza vogliono fare chiarezza su alcuni punti che al momento sembrerebbero non tornare. A partire dalle condizioni di salute della 48enne che a esclusione della pressione bassa non avrebbe avuto altre particolari patologie tali da giustificare un malore così improvviso. Per questo nel corso delle analisi verranno effettuati anche i test istologici e tossicologici per capire cosa ci sia dietro alla vicenda. Se una tragica fatalità o altro. Altro punto su cui l’autorità giudiziaria vuole fare chiarezza è come mai Marco, indagato per omicidio colposo, non sia riuscito a salvarla. L’uomo infatti, attualmente è un personal trainer, mentre in passato aveva lavorato anche come assistente ai bagnanti nella piscina dello stabilimento Marinella di lungomare Amerigo Vespucci oltre a essere un nuotatore esperto. Non sarebbe però riuscito a individuarla tre le onde di un mare che in quel momento non era particolarmente agitato. Paola inoltre non indossava il giubbotto di salvataggio nonostante non sapesse nuotare, elemento che si aggiunge anche al mancato funzionamento del sistema di sicurezza dell’imbarcazione. Una sorta di bracciale collegato al polso di chi è al timone di piccole imbarcazione e nel caso di caduta blocca il motore per impedirne l’allontanamento. Cosa invece acceduta lunedì con la barca recuperata a diversi chilometri di distanza.

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