Malore in barca, proseguono le indagini sulla morte di Paola Ferri

8/6/2016 – Sono tante le domande che circondano la morte di Paola Ferri, la 48enne morta lunedì mentre era in mare insieme al compagno. Interrogativi legati principalmente al malore della donna che l’avrebbe fatta cadere in acqua dopo aver sbattuto la testa. Soprattutto gli inquirenti coordinati dal pm della Procura di Roma, Lasperanza vogliono capire come abbia fatto il corpo a sparire così velocemente in un mare che in quel momento era piatto e con una corrente non così forte da farlo allontanare velocemente. A queste e altre domande il compagno della donna, Marco, 34 anni, ha risposto nel pomeriggio di lunedì nella sede della Capitaneria di Porto dove era stato portato dopo essere stato salvato a sua volta dalle onde. Nel primo pomeriggio la coppia era uscita in barca a bordo di un’imbarcazione di 5 metri che avevano preso in affitto per trascorrere qualche ora insieme tranquilli. Una gita già programmata la scorsa settimana ma poi per alcuni imprevisti era stata rimandata a lunedì quando i due fidanzati erano riusciti finalmente a farla prendendo a nolo la barca ad un rimessaggio del Canale dei Pescatori. I due erano a circa mezzo chilometro a largo dello stabilimento Plinius quando, dal racconto del 34enne, avrebbe accusato un malore cadendo in acqua dopo aver urtato la testa contro la sponda del natante. Un racconto che da questo punto sarebbe segnato da punti poco chiari e sui quali gli investigatori insieme agli agenti della squadra mobile di Roma, vogliono fare chiarezza. Chiarezza sull’esatto momento del malore, la segnalazione è avvenuta intorno alle 15 e su quella corrente da sud troppo debole per far allontanare il corpo dalla barca in pochi attimi e ritrovato solo tre ore dopo a un miglio dalla riva. Sul corpo di Paola Ferri è stata ora disposta l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte, se provocata da malore o da altro.

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