Ostia, Ciocchetti (CR): “Spiagge Ostia, Capocotta e Castelporziano allo stremo”

23/5/2016 – “Capocotta e Castelporziano chiusi con divieto di balneazione e Ostia in ginocchio per il sequestro di stabilimenti con conseguente chiusura di parcheggi e perdita del lavoro per  il  personale addetto. Questa è la fotografia di quella che rischia di essere un’estate assurda e che distrugge le speranze di far riprendere l’economia e creare posti di lavoro sul litorale romano.Lo dichiara il coordinatore del Lazio di Conservatori e Riformisti Luciano Ciocchetti. “Molti benpensanti diranno che gli stabilimenti hanno commesso abusi, hanno alimentato la “mafia” (un solo stabilimento era in mano a famiglie “mafiose”), hanno chiuso i varchi per l’accesso al mare e hanno costruito strutture brutte e incompatibili con l’ambiente. Questo è in parte è vero, ma il problema si poteva e si può governare diversamente. Perché il comune di Roma – continua Ciocchetti – non ha approvato un nuovo PUA, piano di utilizzazione degli arenili, unico vero strumento di programmazione per definire cosa si può fare e come? Si va avanti invece con un PUA vecchio e scaduto, non rispondente ad oggi alle esigenze turistiche e ricettive. Perché il Municipio, i vigili e il Comune invece di fare gli sceriffi, facendo vero e proprio terrorismo contro tutto e tutti, non hanno prima diffidato ad adempiere ed eliminare abusi e costruzioni non autorizzate e, solo dopo un rifiuto, arrivare alle azioni spettacolari iniziate da Marino, Caudo, Orfini e Esposito e continuate dai vari commissari sceriffi che guidano il X Municipio? A queste persone non interessa che la gente non lavori più e muoia di fame. Per questo motivo ci impegniamo a far terminare il trend dei controlli svolti in questa maniera. Bisogna dire basta ad azioni spettacolari e a sequestri in piena stagione estiva. C’è necessità di ridare possibilità di lavoro e approvare un nuovo PUA per far rivivere in maniera legale e ordinata stabilimenti e spiagge libere. Basta con questo giustizialismo generalizzato. Chi ha sbagliato paghi – conclude Ciocchetti –  ma si facciano lavorare le persone e si dia la possibilità di offrire i servizi minimi che romani e turisti pretendono”.

 

 

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