Fiumicino, in pensione di spaccia per poliziotto in servizio

14/5/2016 – In pensione dal 2006, prima di lasciare l’amministrazione della Polizia di Stato, aveva denunciato ad una stazione dei Carabinieri di aver perso il tesserino di riconoscimento e la placca. Il tutto con l’obiettivo di mantenere i segni distintivi originali di riconoscimento e, all’occorrenza, usarli per evitare controlli accurati da parte delle forze dell’ordine. Ma questa volta le cose sono andate diversamente Gaetano Pascale, un ex Ispettore della Polizia di Stato. Fermato da personale del dispositivo di sicurezza della Polaria, mentre si accingeva a salire a bordo di un suv parcheggiato in via Generale Felice Santini, nella zona di Fiumicino, l’ex agente ha mostrato il tesserino asserendo di essere un “collega” in servizio alla squadra Mobile di Roma. A tradirlo, questa volta, l’indecisione e il nervosismo mostrato durante il breve colloquio avuto  con i poliziotti veri, che, a quel punto, hanno voluto approfondire l’accertamento, sia sull’uomo che sul veicolo. Inserito il nominativo negli archivi informatici della Polizia, il l’Ispettore è risultato già fotosegnalato mentre il veicolo, sprovvisto di assicurazione dall’anno 2013, non era neanche in regola con la revisione ed è stata per questo motivo sequestrata. Alla luce di quanto scoperto, gli investigatori hanno chiesto spiegazioni all’uomo il quale, dopo aver precisato che non era più in servizio ma in pensione dall’anno 2006, ha giustificato il possesso dei documenti con un’altra “bugia” dicendo che non gli erano mai stati richiesti indietro dall’amministrazione. L’impostore è stato denunciato per possesso di segni distintivi contraffatti. Pascale, insieme ad altri colleghi, venne travolto da un’indagine interna mentre indagavano sul narcotraffico e sulla mafia ad Ostia. Indagine per la quale dopo essere stato sospeso dal servizio, venne scaglionato. Un’inchiesta che più volte nelle decine di interviste rilasciate Pascale, diventato docente di tecniche investigative alla Swiss School of Managment e referente per il Lazio di associazione intimafia come Cittadini contro la mafia e la corruzione, ha sempre ribadito essere stato un modo per i suoi superiori per bloccare il loro operato e consentire alla mafia di continuare ad agire indisturbata nel territorio del litorale romano.

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