Ostia, Uisp Roma, Libera e Le Grand Coureur restituiscono la spiaggia ex Amanusa

19/4/2016 – L’annuncio è arrivato questa mattina nel corso di una conferenza voluta per fare il punto della situazione sulla convenzione per la gestione della spiaggia libera ex Amanusa di Ostia. Uisp Roma, Libera e Le Grand Coureur hanno annunciato la nullità della convenzione per la gestione dell’arenile.
LA LETTERA A ROMA CAPITALE La comunicazione ufficiale è arrivata appena ieri in una lettera inviata al commissario straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca, a Ugo Taucer Sub-Commissario Referente per il X Municipio, a Domenico Vulpiani commissario straordinario del X Municipio e a Cinzia Esposito direttore del X Municipio. Una decisione presa dalle tre associazioni componenti dell’ATI affidatari della Spiaggia Libera – S*P*Q*R” a causa della violazione di norme imperative con relativa riconsegna il prossimo 22 aprile all’amministrazione comunale delle aree e manufatti presenti sul litorale di Ostia.
LA DETERMINA SCONOSCIUTA “A un anno dall’inaugurazione della Spiaggia Libera SPQR, – spiegano – una spiaggia aperta e libera per i cittadini romani, diventata uno spazio partecipato, sostenibile, inclusivo, accessibile, nel rispetto dell’ambiente e del lavoro pulito, si riscrive un altro capitolo oscuro in un luogo – Ostia – dove il mare è diventato troppe volte oggetto di illegalità, abusi e irregolarità diffuse, quando non addirittura luogo privilegiato per il riciclaggio di denaro dei clan. Motivo della restituzione della spiaggia – commentano Uisp, Libera e Le Grand Coureur – la scoperta improvvisa di una determina del 2010, omessa in sede di bando e di firma della convenzione, che chiedeva ai precedenti gestori di abbattere il chiosco/bar in quanto abusivo, ovvero la struttura oggi presente in spiaggia. Scoperta ancora più sorprendente visto che lo stesso Municipio con lettera protocollata, aveva comunicato in data 18 Marzo 2015 l’esatto contrario: che la struttura era parte della dotazione della spiaggia e regolarmente utilizzabile ai fini di una migliore erogazione dei servizi. La determina del 2010 è un atto totalmente sconosciuto alla Uisp, Libera e Le Gran Coureur Un documento reso noto dal Municipio all’ATI non in sede di bando, né tanto meno di firma della convenzione con lo stesso X Municipio, ma solo in data 30 Marzo 2016 a seguito di un esposto presentato dall’ATI affidataria alla Procura di Roma. L’emergere oggi di tale determina, – proseguono – rende di fatto nullo il bando e la convenzione stessa. Ancora una volta tante ombre avvolgono il X Municipio con documenti sconosciuti che improvvisamente ricompaiono in precisi momenti. Del resto il fatto che questi documenti appaiano oggi non è casuale: a ridosso dell’apertura della stagione balneare, mettendo in crisi un progetto, sotto il profilo economico e di immagine per le associazioni affidatarie della spiaggia. Il nostro impegno – concludono Uisp e Libera, Le Gran Coureur – su quel tratto di arenile viveva per la realizzazione di un progetto con precise caratteristiche. Oggi mancano le condizioni per realizzarlo e invano abbiamo sperato in un segnale di discontinuità che oggi scopriamo mai decollato.
LA RESPONSABILITA’ DEL MUNICIPIO Il municipio è responsabile della situazione e per questo che in data 22 aprile riconsegneremo all’Amministrazione comunale, un anno prima della fine della nostra convenzione, le aree e manufatti, al fine di consentire il libero accesso in spiaggia dei cittadini e l’organizzazione del relativo servizio a cura e spese della medesima Amministrazione comunale. Lo facciamo restituendo una spiaggia in condizioni fisiche migliori di come l’abbiamo trovata. Abbiamo fatto emergere le sue criticità, così come sta emergendo la sua reale condizione amministrativa. Il bando che ha generato l’attuale condizione era frutto di errori e omissioni su cui indagherà la procura. Oggi è tempo di restituire al municipio il bene, affinché vengano risolte le sue criticità e si proceda a un nuovo bando, con tutti i crismi di legalità e trasparenza per consentire finalmente al mare di Roma d’essere gestito nel rispetto dell’interesse pubblico, dell’ambiente, di un’imprenditoria sana e della libera fruizione dei cittadini. Abbiamo sin dal primo momento ricercato un rapporto, costante, collaborativo e trasparente con l’amministrazione per evitare che l’insieme di opacità che via via emergevano, ci impedisse di muoverci nella giusta direzione. Non è stato possibile e non certo per volontà nostra. Se ciò sia stato solo l’esito di un’amministrazione insufficiente e lenta o se, invece, sia stato la conseguenza di un comportamento mirato, tendente a ledere e ostacolare la nostra esperienza, saranno gli organi competenti a stabilirlo. Siamo stati sin da subito oggetto di pressioni e attacchi mediatici. Questo convergere sempre crescente di attenzioni poco amichevoli nei nostri confronti da soggetti differenti, ma poi risultati essere profondamente legati tra loro, è stato il metro con cui abbiamo misurato la volontà di intimidirci e isolarci. Noi non ne usciamo sconfitti, perché la partita che volevamo giocare non ce l’hanno fatta nemmeno iniziare. Abbiamo capito sulla nostra pelle cosa possa significare in termini di fatica, di pressioni e di aggressioni quotidiane, tentare di portare modelli di gestione trasparenti e legali dentro territori ammalati di mafiosità. Ne traiamo una straordinaria lezione, – concludono – che vogliamo continuare a mettere nel futuro, ancora una volta, al servizio di Ostia, delle sue forze sane e delle istituzioni democratiche”.

LE REAZIONI

Stefano Esposito – Quest’anno ad ‪#‎Ostia‬ spiaggia SPQR, gestita da ‪#‎uisp‬ e Libera,non aprirà. Ad Ostia l’illegalità è più forte della legalità ‪#‎tanaliberatutti‬

Casapound – “Oggi Uisp e Libera restituiscono la spiaggia ex Amanusa che CasaPound aveva occupato simbolicamente perché la concessione non era valida in quanto degli abusi non erano stati ripristinati. Chiediamo le immediate scuse di Giachetti, Esposito, Orfini, di tutto il Pd e della giornalista di Repubblica Angeli che per la nostra azione di denuncia ci avevano lanciato accuse pesanti e lanciato una campagna diffamatoria accostando CasaPound alla mafia. Ci auguriamo che tutti coloro, compresi media locali e nazionali, si rendano conto della gravità dei fatti. Ecco gli interessi di cui parlavamo. Giù le mani del Pd dalle spiagge. La verità viene sempre a galla”. Lo comunica in una nota CasaPound Italia litorale romano.

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