Ostia, convegno “Donne e violenza domestica”

8/4/2016 – “Curiamo i carnefici, soltanto così salveremo le vittime” Lo ha detto il Prefetto Francesco Tagliente chiamato a rivolgere un indirizzo di saluto ai partecipanti al convegno ”Donne e violenza domestica…” che si è tenuto ieri pomeriggio nello stabilimento VLouge di Ostia. Ad organizzarlo il presidente del GS Flames Gold – IAPS Carmelo Mandalari. Al convegno, hanno partecipato nella veste di relatori il Presidente dell’Associazione AIDE di Nettuno Silvia Angelini, il presidente dell’Associazione Donne per la Sicurezza Onlus Barbara Cerusico, il Ten. Col dei carabinieri Nazzareno Di Vittorio, l’Informatico forense Francesco Di Vittorio, il Presidente della CON.IPI Leonardo Lagravinese, lo psicologo Giuseppe Paesani, l’avvocato Eugenio Pini, il presidente della Handsoffwomen Onlus Isabella Rauti, la sociologa Vincenza Romi e lo psicologo clinico Matteo Simone.
A margine del convegno Tagliente ha ricordato anche la dichiarazione fatta da una vittima della violenza ospite della trasmissione “Storie Vere”: parlando del maltrattante ha detto: “I malati sono loro si facciano curare”. Una testimonianza importante che conferma quanto vado sostenendo da tempo, ha aggiunto Tagliente. Le vittime vanno protette con interventi sugli stalker. Per ridurre i casi di femminicidio servono “Centri di ascolto per maltrattanti”. Il Prefetto ha poi chiarito che “la legge del 2009 e quella del 2013 hanno introdotto numerosi e importanti strumenti giuridici penali, procedurali e di prevenzione: il reato di atti persecutori; circostanze aggravanti generiche e specifiche per maltrattamento, atti persecutori e reati sessuali; la codificazione della violenza assistita attraverso l’aggravante per il fatto commesso “in presenza” del minore; l’arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamento e stalking; l’allontanamento urgente dalla casa familiare ad opera della P.G.; l’ammonimento del Questore; gli obblighi di informazione alle vittime e l’estensione della possibilità di gratuito patrocinio; l’obbligo di informazione all’ammonito circa i servizi disponibili sul territorio; gli obblighi di comunicazione tra Istituzioni.
Tutti strumenti giuridici importanti, ma non sufficienti, se non utilizzati congiuntamente alla professionalità e al sapere scientifico, da parte di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, Amministrazioni e Enti, a vario titolo coinvolti nelle diverse fasi di prevenzione e repressione degli abusi. Ciò vale soprattutto con riferimento alla tutela della vittima che ha denunciato la violenza e agli interventi nei confronti del maltrattante o dello stalker, quest’ultimo, in particolare, se già ammonito. Se a distanza di 7 anni dalla prima legge e dalle disposizioni ancora più incisive del 2013, a fronte dell’aumento delle denunce, degli ammonimenti, degli arresti in flagranza di reato, si registrano ancora tanti fatti gravi – ha aggiunto Tagliente – ritengo necessario, accanto ai punti di forza, valutare le criticità. Ritengo utile agire su più piani: rendere efficaci le comunicazioni tra Istituzioni, curare ancora di più la formazione degli operatori e soprattutto rendere effettiva la tutela della vittima prestando maggiore attenzione alla figura del maltrattante e dello stalker. L’autore è una figura essenziale, ancora in ombra. La legge italiana ha recepito quanto evidenziato dal Consiglio d’Europa e dal programma DAPHNE, che hanno posto l’accento sulla necessità di intervenire con programmi di intervento su chi pone in essere la violenza. Per contrastare la violenza è necessario rendere concrete le previsioni di legge sui programmi che hanno come obiettivo l’intervento nei confronti di maltrattanti e stalker, attraverso l’attivazione di percorsi psico-educativi e l’attività di sensibilizzazione. Per proteggere le vittime, oltre al prezioso lavoro svolto dai centri antiviolenza, servono professionalità specializzate nell’ascolto e nell’intervento sui maltrattanti all’interno di servizi territoriali, consultori familiari, centri di salute mentale, centri per le dipendenze e strutture specializzate del privato sociale. Serve una formazione che coniughi competenza ed esperienza e che si traduca in linguaggio comune, regole e procedure operative condivise. Si rende necessario soprattutto affinare gli strumenti per il controllo dello stalker disturbato mentalmente, che a seguito dell’ammonimento potrebbe maturare atteggiamenti non sempre prevedibili. Tagliente, in tema di femminicidio, ha manifestato da sempre una particolare attenzione. A Firenze, fu tempestivo nell’applicare la nuova normativa del 2009 in materia di atti persecutori: il primo provvedimento di ammonimento fu firmato da lui, allora Questore del capoluogo toscano. A Pisa, per consentire un’immediata esecuzione alle disposizioni contenute nella nuova legge del 2013 per il contrasto della violenza di genere, ha elaborato il primo protocollo attuativo sottoscritto alla presenza del Sottosegretario Domenico Manzione. Il protocollo anti-femminicidio pisano, facendo da capofila, pone l’accento sull’esigenza garantire l’assistenza ed il sostegno alle vittime e l’incentivazione di programmi di recupero per i maltrattanti.

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