Wall Street Journal: Ostia Antica, un tesoro da riscoprire e valorizzare

1/2/2016 – Un tesoro inestimabile ma sottovalutato e non correttamente valorizzato. Parola di Wall Strett Journal che nei giorni scorsi ha dedicato una pagina del suo quotidiano online all’area archeologica di Ostia Antica. La testata statunitense analizza la situazione attuale degli scavi lidensi spiegando come nel 2015 siano stati 321mila i visitatori. Un numero che seppur in crescita rappresenta una minuzia a confronto con i sei milioni che nello stesso periodo hanno visitato l’area del Colosseo e dei Fori Imperiali. Numeri inoltre rappresentano solo un nono paragonati a quelli degli scavi di Pompei ed Ercolano. Eppure sottolinea il Journal nonostante l’area archeologica sia ampia come 150 campi da football ci sono poche indicazioni per raggiungere la Roma-Lido che consente ai turisti di visitare la cittadella come è inoltre scarsa la segnaletica per raggiungerla a piedi una volta ad Ostia Antica. A questo si vanno ad aggiungere i fondi ad essa destinati, circa 6 milioni di euro nel 2014, che sono nettamente insufficienti perché investiti per la maggior parte per nuovi scavi e non per la sistemazione dell’area.  Una situazione spiega l’articolo di Eric Sylvers che potrebbe cambiare presto con i nuovi progetti in programma per i prossimi mesi. Tra questi il giornalista parla della ricostruzione di una barca interrata, gli scavi di una villa che potrebbe aver ospitato Santa Monica, madre di Sant’Agostino, e il recupero di reperti attualmente ricoperti dalla vegetazione. Progetti per i quali sono in gioco oltre al Governo Italiano anche finanziamenti privati e di università internazionali. Ma il valore di Ostia Antica deriva anche dalla sua valenza come testimonianza di come Roma fosse ai suoi tempi d’oro come ribadito dallo stesso Dario Arya, archeologo fondatore dell’American Institute of Roman Culture, un gruppo no-profit che sta portando avanti gli scavi nella villa vicino alla quale potrebbe trovarsi il luogo della sepoltura di Santa Monica. Uno scavo che arriva dopo i risultati di esplorazioni effettuate con apparecchiature hi-tech dai ricercatori dell’università del Regno Unito di Southampton e l’Università di Cambridge che hanno permesso di appurare come l’estensione di Ostia Antica era di un terzo maggiore rispetto a quanto fino a questo momento ipotizzato ampliandone l’estensione anche alla sponda lato Fiumicino del Tevere.

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