Telefono Rosa, petizione online: “Una casa per Chiara Insidioso”

24/2/2016 – Oltre 4500 firme per chiedere che Chiara Insidioso abbia una casa ora che mancano appena 20 giorni dalle dimissioni dall’ospedale Santa Lucia dove è ricoverata da mesi dopo la brutale aggressione avvenuta a Dragona nel febbraio del 2014 per mano di Maurizio Falcioni, suo compagno all’epoca. L’appello, lanciato sul sito Change.org è rivolto al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro della Salute e al presidente della Regione Lazio, ed è stato lanciato da Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. “Il caso di Chiara Insidioso, – spiega la Moscatelli che ha lanciato anche l’hastag #unacasaperchiara – è emblematico per tutte le donne che hanno subito e subiscono violenza maschile. Tra venti giorni Chiara sarà dimessa dalla Fondazione, dove sono riusciti a riportare Chiara a relazionarsi con l’ambiente circostante e a comunicare, e sarà messa in una casa di cura per anziani terminali con un livello di coscienza minore rispetto al suo, malgrado possa ancora migliorare la sua condizione riabilitativa e sia stata avviata a un progetto che potrebbe far avanzare la sua autonomia. Chiara è una delle poche donne che sono sopravvissute al femmicidio in una condizione di grave danno fisico e psichico, un caso che lo Stato italiano non può ignorare o ricordare solo in maniera formale, ma su cui ha l’obbligo di intervenire con una compensazione economica che garantisca a Chiara un accesso agevolato a forme di assistenza ai fini della riabilitazione e di reinserimento a una vita il più possibile normale. Un obbligo che nel caso di Chiara parte dal diritto di avere una casa attrezzata ad accoglierla secondo le sue esigenze e con l’assistenza di cui ha bisogno”. La casa dove il padre di Chiara, Maurizio Insidioso Monda vive con la compagna infatti è troppo piccola per garantire alla ragazza di potersi muovere con la sedia a rotelle in libertà.  “Ed è per questo – prosegue la Moscatelli – che chiediamo che lo Stato si faccia immediatamente carico di una soluzione adeguata e idonea alla situazione di Chiara, agendo in totale e autentico sostegno per lei e per la sua famiglia”. Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale di Sel Marta Bonafoni, che ha sottoscritto la petizione on line. 

CONDIVIDI

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here