Ostia, accusata di truffa tenta il suicidio, al via il processo

19/2/2016 – Una vicenda su cui sarà la giustizia a dire quale sia il ruolo del suo principale imputato. Se Laura D. sia la vittima o la mente diabolica che ha ideato un raggiro che ha danneggiato decine di persone. Quello che è certo è che il processo che l’11 febbraio ha preso il via sarà all’insegna delle accuse reciproche.

LA VICENDA – La storia ha inizio con un dramma. Il 9 aprile del 2013 al volante della sua Peugeot la signora Laura, all’epoca 42enne, si lancia dal viadotto Nuttal a Dragona. Una decisione maturata dopo giorni di sofferenza causati sia da una travagliata vita personale ma anche dai problemi che giorno dopo giorno si stavano materializzando a lavoro. La donna da quasi 10 anni segretaria di un’agenzia immobiliare di Ostia, con il tempo aveva ricevuto dalla titolare sempre maggiori responsabilità. “Incarichi delicati che l’avevano portata – spiega l’avvocato Luciano Randazzo legale della donna insieme alla dottoressa Antonella Genco – ad assumere il ruolo di persona di fiducia, arrivando addirittura a sostituire la titolare in sua assenza. E’ a questo punto che però la situazione inizia a complicarsi. La titolare dell’agenzia immobiliare facendo leva sulla stretta amicizia che legava le due, l’ha convinta ad avviare delle pratiche poco regolari come ad esempio il prendere i soldi dei clienti per la registrazione dei contratti senza poi effettuarla oppure, con la complicità della sorella di questa dipendente di una banca del territorio, gonfiare le disponibilità dei clienti per fargli ottenere più facilmente i mutui. O ancora gonfiando le spese per la registrazione degli atti per poi spartire il surplus con il notaio legato all’agenzia”. “A questo – spiega la dottoressa Genco – si aggiungeva poi la pratica di far sparire alcune pratiche conservandone una copia in casa della signora Laura che aveva accettato di tenere i documenti proprio a fronte del rapporto di fiducia”. La situazione esplode l’8 aprile del 2013 quando iniziano ad arrivare le telefonate dei clienti che si erano accorti della mancata registrazione dei contratti. Un elemento che si era andato ad aggiungere ad una situazione familiare critica che aveva gettato la donna nella disperazione tanto da spingerla al tentativo di suicidio. “Ed è proprio approfittando del periodo in cui la mia cliente è ricoverata in ospedale – spiega Randazzo – che la sua titolare ha ben pensato di sporgere denuncia nei suoi confronti di fatto addossandole la responsabilità di tutte le procedure irregolari, di cui lei nonostante fosse la titolare dell’agenzia immobiliare dice di essere all’oscuro, accusandola inoltre di essersi impossessata di 7mila euro. Una cifra irrisoria che mai e poi mai avrebbe giustificato il comportamento di cui l’accusa”. Sarà ora la magistratura a fare chiarezza sulla vicenda che dopo la prima udienza dell’11 febbraio vedrà le parti tornare nuovamente in aula il prossimo 30 settembre per l’ascolto dei testimoni.

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