Concessioni demaniali, Radicali: “Nuovo disegno di legge, nuova procedura di infrazione?”

2/2/2016 – Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha promesso di presentare entro i primi di marzo il disegno di legge per la riforma delle concessioni balneari. “La soddisfazione espressa dai senatori del Pd Manuela Granaiola e Salvatore Tomaselli, che hanno appreso “privatamente” dal sottosegretario la notizia e l’hanno diffusa, ci fa temere che ancora una volta si stia tramando ai danni dei contribuenti italiani, facendo prevalere interessi privati e corporativistici, anziché quelli dei cittadini”. Lo dicono in una nota i Radicali Paolo Izzo e Maria Laura Turco. “La senatrice Granaiola – proseguono – da sempre portatrice degli interessi legali degli imprenditori balneari ed ella stessa titolare di prestigiosi stabilimenti a Viareggio, con il senatore Tomaselli sono i promotori dell’Intergruppo parlamentare a sostegno delle imprese balneari. La soddisfazione espressa dai due esponenti e dai maggiori sindacati balneari – Sib e CNA Balneatori – deriva dal fatto che il provvedimento arriverà prima della sentenza della Corte di Giustizia Europea, che deve decidere sulla compatibilità del rinnovo disposto fino al 31.12.2020 con la direttiva Bolkestein. Ricordiamo che la Corte di giustizia conforma solitamente le sue decisioni al parere del Servizio giuridico della Commissione europea e quest’ultimo si è già espresso per l’incompatibilità. Il disegno di legge, atteso da anni, per logica sarebbe dovuto arrivare, prudentemente, dopo la sentenza della Corte di Giustizia o conformarsi alla direttiva europea. Auspichiamo – concludono i due esponenti Radicali – che il disegno di legge non sia in contrasto con la normativa europea, sfidandola e dando l’occasione per l’apertura dell’ennesima procedura d’infrazione contro l’Italia, la più sanzionata con 89 procedure di infrazione attualmente aperte e 183 milioni di euro di multe dal 2003 al novembre 2015, oltre interessi di mora. Riteniamo – concludono – che dovrebbe essere interesse dei parlamentari italiani fare in modo che la nostra legislazione sia conforme ai Trattati europei, ai quali abbiamo aderito e che vanno nel senso dell’interesse dei consumatori, garantendo servizi più moderni a prezzi più competitivi”.

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