LA PSICOLOGA – Minori e web. Luci ed ombre

18/1/2016 – Sino ad anche meno di dieci anni fa utilizzare il web non era alla portata di tutti. Ora invece si è arrivati al rischio che l’uso di questo mezzo sia indifferenziato soprattutto per i bambini e gli adolescenti che, come è oramai noto, sono i maggiori fruitori.

Internet parte come un grande mezzo di comunicazione che ha abbreviato le distanze tra chi dispone delle informazioni e chi ne necessita. L’entrata in auge degli smartphone, poi, ha reso soprattutto gli adolescenti sempre più “connessi” con un mondo di contenuti, di relazioni e di interessi, virtuali ma altrettanto costruttivi e stimolanti. Come per tutto quello che si ha a disposizione, ciò che può potenziare le opportunità che il web offre per i minori come per gli adulti è il corretto uso di questo mezzo, uso che spesso è lontano dal non essere deleterio o gravemente condizionante per la crescita dell’individuo.

A favore dell’uso del web ci sono diverse ricerche, soprattutto sviluppate in America, che hanno dimostrato che i bambini che usano internet a casa come strumento di ricerca di informazioni didattiche, hanno migliori abilità linguistiche e meta comunicative ed inoltre che il sistema della rete virtuale è favorevole ai bambini con difficoltà nella socializzazione, diminuendo i sintomi ansiosi e quindi l’insicurezza. Sempre dal punto di vista sociale, le chat accorciano le distanze visto che permettono di dialogare con qualcuno che è anche a centinaia di chilometri di distanza, se non addirittura in un altro continente. Bambini o ragazzi che si sono, ad esempio, conosciuti durante il periodo estivo sino ad una ventina di anni fa non potevano seguire il proprio amico/a o “fidanzato/a” nella crescita quotidiana delle esperienze fatte. Ora ci si “sente” e ci si “vede” mantenendo un contatto che è immediato.

Volendo ancor più insistere sulle” luci” nell’utilizzo del web, si può anche sottolineare che si sono accorciate le distanze tra classi sociali. L’estrazione sociale è diventata poco importante se attraverso il web si condividono passioni, interessi, creatività. Inoltre, il processo auto conoscitivo che è fondamentale per la formazione dell’identità del bambino, è agevolato dalla mole di materiale che si trova sul web che lo porta ad interessarsi, scoprire nuovi contesti in cui cimentarsi. Dunque, se usato correttamente, il web è uno strumento che può aiutare a rinforzare la comunicazione dei bambini e dei ragazzi con i propri coetanei. Anche lo sviluppo sociale di un bambino può essere quindi agevolato dall’uso del web. Bambini e adolescenti amano “appartenere” ed in internet spesso condividono regole ed interessi.

Pur essendo sempre la stessa medaglia le sue facce però sono duplici. Ciò che sinora è stato affermato potrebbe, con un utilizzo errato del web nelle sue diverse forme, essere letto anche con una lente nettamente differente. E’ alto il pericolo che i minori siano esposti a siti dal contenuto violento o pedo-pornografico o anche solo a nozioni ed informazioni distorte che possono incunearsi nella personalità in formazione soprattutto del bambino. Spesso i ragazzi vivono la frustrazione di non essere come gli altri e di arrancare nel cercare di essere come l’amico o il fratello che ha tante amicizie o “mi piace” sulla sua pagina facebook. Si confrontano, quindi, con la frustrazione derivante sovente solo dalla mistificazione di rapporti e conoscenze fittizie o non esistenti realmente. Viaggiare con internet può essere fonte di conoscenza e di approfondimento ma può anche portare a costruire un mondo di fantasia e di alterazione della realtà di non poco conto.

Ci sono alcuni indicatori di rischio che è bene monitorare. Ad esempio, improvvisa demotivazione alle cose solitamente ritenute importanti , basso interesse o trascuratezza alla relazione con i familiari o amici, calo del rendimento scolastico o delle attività anche del tempo libero, spossatezza, astenia, modifiche nello stile alimentare e del ritmo sonno/veglia. Questi sono solo alcuni.

Come in molti aspetti della vita ciò che definisce in qualche modo la linea di demarcazione tra l’efficacia e la dipendenza nell’utilizzo del web è data dal tempo e modo con cui si approccia.

La soluzione non è negare l’accesso ma bisogna fornire gli strumenti e conoscenze per una navigazione tranquilla . Bisognerebbe abituare i figli ad essere attenti ad alcuni semplici aspetti. Ad esempio, a non inserire informazioni personali. Se il ragazzo si sente disorientato o non ha chiaro come rispondere a messaggi o richieste dubbie, sollecitarlo a parlarne con i genitori o con le figure adulte di fiducia. E’ importante quindi abituarli, senza demonizzare o spaventare, a pensare che non tutto in internet è vero o è costruttivo e che di fronte a qualunque dubbio ne debbano parlare. E’ necessario evidenziare al ragazzo o al bambino il rischio, per sé e per gli altri, di utilizzare un linguaggio ambiguo, offensivo, volgare e che quindi il “luogo” del web non deve essere diverso da come si comporta nei luoghi della vita quotidiana.

Abituarli quindi ad essere accorti aiutandoli a capire che, per essere veramente liberi, bisogna essere attenti e consapevoli delle potenzialità, così come delle negatività, di ciò che si ha a disposizione e che non si è soli di fronte a dubbi o paure. L’adulto quindi non deve incombere ma deve collocarsi a latere facendosi sentire garante del ben- essere.

Dottoressa Stefania Martina – psicologa, psicoterapeuta

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