“Nessuno tocchi l’Idroscalo”. L’appello dei residenti

30/12/2015 –  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.  E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.  (Art. 3 della Costituzione)

Inizia citando uno dei fondamentali articoli della Costituzione italiana l’intervento del Coordinamento Territoriale Idroscalo e della Caritas dopo la pubblicazione della delibera della commissione straordinaria alla guida del X Municipio che prevede tra i vari punti lo studio di misure per lo sgombero della comunità che vive all’Idroscalo. “Facciamo un breve excursus storico di una politica “deludente” – scrivono ricostruendo l’ultimo anno di attività – il 28 novembre 2014 il Coordinamento Territoriale-Idroscalo si presenta ai cittadini di Ostia durante la XXII Assemblea Territoriale del Volontariato organizzata ogni anno dalla Caritas. Inizia un percorso di dialogo con gli Assessori di riferimento sui problemi più urgenti individuati nell’ambito delle seguenti aree: parchi e giochi, trasporti e viabilità, acqua e acea con buone speranze realizzative. Viene commissariato il X Municipio e inizia un nuovo percorso di dialogo con il Delegato del Sindaco per il Litorale Alfonso Sabella, che il 28 maggio 2015 riceve una delegazione del coordinamento per avere notizie circa la realtà dell’Idroscalo, che sorprendentemente vuole subito vedere di persona compiendo un sopralluogo. In questa occasione Sabella rassicura il Coordinamento con queste precise parole: “Nessuno parla di sgomberi”Il 30 luglio 2015 il Prefetto di Roma Gabrielli incontra in Sala Municipale i Comitati e le Associazioni del Territorio per avere conoscenza diretta dei problemi. Il Prefetto ha preso atto dell’esistenza di un Coordinamento Territoriale-Idroscalo che parla non di un luogo da ripulire e da spianare, ma di una Comunità che da 60 anni ne ha concretizzato una storia. Il Prefetto ha fatto presente i pericoli per la incolumità delle persone, ma allo stesso tempo ha affermato che per qualsiasi discorso riguardante la delocalizzazione nulla di potrà decidere senza il confronto con la cittadinanza”. Arriviamo ad ora con la delibera del 18 dicembre 2015 adottata all’unanimità da parte della Commissione straordinaria con i poteri del Consiglio Municipale, nella quale ampio spazio viene dedicato all’Idroscalo. Ci  troviamo di fronte a un ennesimo tentativo di una politica che decide sulla testa dei cittadini con ‘delibere’ su problemi che li riguardano, senza averli prima ascoltati e quel che è peggio ignorando completamente i percorsi di dialogo compiuti dai precedenti colleghi nel ruolo Amministrativo. I cittadini dell’Idroscalo vogliono semplicemente essere ascoltati con il desiderio di conoscere la ‘verità’ tutta intera riguardo a ciò che il Comune di Roma ha intenzione di fare dell’Idroscalo. Infinite volte richiesto al Comune di pronunciarsi e infinite volte rimasti senza risposta. I cittadini dell’Idroscalo – concludono – chiedono di essere considerate “persone” prima che qualcuno deliberi di seppellirli sotto il cumulo di macerie delle loro case ed essere allontanati da un Territorio pieno di ricordi e di storia condivisi per la lunghezza di ben 60 anni mettendo in esso profonde radici che hanno fatto dell’Idroscalo una vera e propria “comunità”!

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