Una petizione per salvare Capocotta

30/8/2015 – Un gruppo di cittadini ha inviato al Sindaco Ignazio Marino e al Consiglio Comunale di Roma Capitale la petizione “Capocotta deve continuare a vivere“: sebbene l’esperienza degli ultimi quindici anni di gestione sia stata determinante nella riqualificazione turistica ed ambientale dell’intero sistema dune – spiaggia di Capocotta, c’è il rischio imminente che si ritorni ad uno stato di abbandono e degrado. In modo particolare si sottolinea come Capocotta abbia rappresentato, in questi anni, un’esperienza nel corso della quale, gestori e  frequentatori insieme, hanno dimostrato come sia possibile coniugare la fruizione di un’area di grande pregio con la sua tutela, a costo zero per la cittadinanza e per l’Amministrazione che ha  piuttosto potuto incamerare anche un canone di locazione.
Al fine di evitare tutto ciò, la petizione chiede “la sospensione del provvedimento con il quale il Comune di Roma ha annunciato di volere procedere alla riacquisizione delle unità di servizio comunali collegate alla balneazione del sistema dune-spiaggia di Capocotta; la proroga delle attuali attività di gestione fino ad avvenuto espletamento di una gara pubblica per l’individuazione di soggetti  idonei alla gestione dell’area; la concessione della proroga legale della concessione agli attuali gestori fino al 2020, così come è avvenuto per i concessionari degli stabilimenti balneari”.
Nel documento vengono evidenziati gli indiscutibili miglioramenti dello stato di salute delle dune di Capocotta ottenuti grazie all’impegno degli attuali gestori e i vantaggi raggiunti in termini di sicurezza, pulizia e servizi, rispetto alla situazione preesistente, caratterizzata da degrado e illegalità. “La chiusura delle attuali esperienze, senza che siano stati individuati tramite una regolare gara, nuovi gestori, metterebbe a rischio l’integrità del patrimonio naturalistico, delle strutture di proprietà comunale e la sicurezza dei frequentatori della più estesa spiaggia libera del litorale romano.
“Inoltre – si legge nella petizione – questa scelta, non  solo costituirebbe un rilevante danno economico per le imprese e gli oltre cento lavoratori impegnati nella gestione, ma farebbe gravare sulla spesa pubblica i costi che l’Amministrazione dovrebbe necessariamente sostenere per garantire una seppur minima sorveglianza; quelli derivanti dai possibili, gravi danni, anche ambientali, che potrebbero essere procurati alle aree non adeguatamente custodite ed alle persone che le frequentano; quelli  derivanti dal mancato incameramento dei canoni versati dai concessionari per un periodo indefinito”.
La petizione può essere firmata presso le strutture di servizio di Capocotta, oppure on line su change.org utilizzando il link http://bit.ly/petizione_capocotta. Può, inoltre, essere visualizzata sul profilo Facebook del Consorzio Cinquespiagge, scaricata daDropbox utilizzando il link https://www.dropbox.com/s/yvtd3bfpsweuiwm/Petizione%20Capocotta.pdf?dl=0

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